Basedow, cura allopatica o naturale?

1366

Nel mondo occidentale, molte persone si rivolgono alla medicina allopatica per curarsi, e lo stesso vale per i problemi della tiroide, incluso l’ipertiroidismo.
Se, da un lato, esistono diverse malattie e condizioni mediche che possono essere efficacemente curate coi farmaci (ad esempio diverse malattie virali), non si può purtroppo dire lo stesso del morbo di Basedow e, in generale, dei problemi cronici. Trattandosi di una malattia di origine autoimmune, le cause del problema rimangono tutt’oggi ignote alla medicina (benché vi siano delle ipotesi sulle varie cause e concause che scatenano o contribuiscono al problema), e pertanto secondo la medicina allopatica non è possibile guarire. C’è però la possibilità di controllare i sintomi con farmaci anti-tiroide come il Tapazole, il Propycil e i beta-bloccanti, che riducono la quantità di ormoni tiroidei in circolo e permettono quindi al malato di condurre una vita normale.

I farmaci usati per l’ipertiroidismo hanno una lunga storia clinica e sono generalmente ben tollerati. Tuttavia, hanno un alto livello di tossicità se assunti per lungo tempo e non devono essere presi tutta la vita. Poiché vengono generalmente prescritti a dosaggi elevati e la durata della terapia è piuttosto lunga (fino a 2 anni), i medicinali possono causare effetti collaterali anche gravi. In più, hanno un tasso di successo del 40%, il che vuol dire che più della metà dei pazienti avrà una recidiva della malattia nel momento in cui smetterà di prendere i farmaci.

Per tale ragione, il più delle volte i medicinali servono solo a rimandare l’inevitabile: la distruzione della tiroide tramite intervento chirurgico o terapia radiometabolica, entrambi procedimenti invasivi e irreversibili che nella stragrande maggioranza dei casi conducono a ipotiroidismo permanente, obbligando il paziente ad assumere ormoni tiroidei sintetici a vita e ad affrontare l’altrettanto problematica e complessa sintomatologia dell’ipotiroidismo.

Si tratta chiaramente di uno scenario che spaventa. È vero, la tiroidectomia e la terapia radiometabolica sono oggi procedimenti di routine e sicuri (seppur non privi di controindicazioni anche serie), ma è altrettanto vero che nessuno vorrebbe privarsi di un organo vitale se non è assolutamente necessario, e nessuno vorrebbe dover dipendere da un farmaco per il resto della vita solo per poter funzionare normalmente.

Il MdB è una malattia dal decorso imprevedibile. Può andare in remissione spontanea senza alcun trattamento, oppure andare in remissione definitiva coi farmaci, oppure ancora avere un andamento altanenante con remissione e recidive spontanee, mentre altre volte evolve in ipotiroidismo. Questo perché il sistema immunitario ha un andamento fluttuante, con fasi di attacco e di pausa che non è possibile prevedere nemmeno attraverso gli esami. Si stima che una percentuale variabile dal 10 al 25% di pazienti vada in remissione spontanea senza alcun trattamento.
Proprio perché imprevedibile, la patologia non sempre necessita di un trattamento aggressivo.

Talvolta la malattia può aggravarsi al punto che è necessario un intervento drastico per garantire la sopravvivenza del paziente, ad esempio nel caso di una crisi tireotossica (evento piuttosto raro), che deriva da una prolungata condizione di ipertiroidismo non trattata. Altre volte, invece, ad esempio quando la diagnosi arriva nel momento in cui il paziente è già fortemente debilitato, può non esserci il tempo di cercare altre soluzioni. In questi casi la terapia allopatica è fortemente consigliata perché agisce rapidamente.

Per fortuna, però, raramente l’ipertiroidismo raggiunge una condizione di gravità tale da richiedere immediato intervento medico. Nella maggior parte dei casi, al momento della diagnosi, il paziente non è in pericolo di vita, ma sarà comunque invitato a seguire la terapia convenzionale farmacologica per il controllo dei sintomi. Dal momento però che soltanto il 40% dei basedowiani raggiunge la remissione definitiva della malattia coi farmaci, è altamente probabile che il paziente si ritrovi costretto, prima o poi, a valutare una soluzione definitiva. Questo perché la medicina ufficiale oggi non offre soluzioni alternative ai farmaci, alla chirurgia e al radioiodio, e pertanto tutti i pazienti con MdB vengono prima o poi indirizzati nella scelta di questi trattamenti, senza possibilità di scampo. Alcuni si rassegnano al loro destino, mentre altri più determinati decidono di provare altre cure, rivolgendosi alla medicina alternativa.
I medici a cui ci si rivolge sono i più disparati: omeopati, naturopati, chiropratici, iridologi, osteopati, nutrizionisti, agopuntori… e altri.
Sebbene questi medici abbiano una preparazione apposita nella ricerca delle cause delle malattie, l’ipertiroidismo è una condizione estremamente complessa e imprevedibile; nemmeno gli specialisti della medicina funzionale riescono sempre a tenerla sotto controllo. Per aumentare le possibilità di successo, è importante che il paziente si responsabilizzi e segua i consigli del medico. Molto spesso, infatti, determinati cambiamenti nello stile di vita possono fare la differenza.

Poiché il Basedow è una malattia imprevedibile, non è possibile consigliare una cura piuttosto che un’altra. Un paziente che sceglie di operarsi non potrà mai sapere se avrebbe potuto evitarlo provando a seguire un’altra cura, mentre un altro paziente che riesce a tenere sotto controllo la malattia con cure naturali non avrà mai la certezza di essere completamente al sicuro da recidive e complicazioni.

In conclusione, la scelta della cura è quindi strettamente personale, e deve tenere conto della gravità della malattia al momento della diagnosi e delle preferenze del paziente. La scelta comunque non è necessariamente esclusiva, ed è possibile seguire contemporaneamente la terapia convenzionale e una cura prescritta da un medico funzionale. In questo modo si sfruttano tutti i punti di forza e, oltre ad agire sui sintomi, si identificano anche le cause e aumentano notevolmente le possibilità di successo. Difatti, i medicinali allopatici, se usati con criterio, possono essere uno strumento molto utile per stare meglio in breve tempo; non bisogna però dimenticare che non fanno altro che controllare i sintomi ed è quindi bene non sopravvalutarli, né abusarne. Comunque, se si decide di prenderli, è molto importante assumerli per tutta la durata della terapia senza interromperne l’assunzione, dal momento che una brusca interruzione della cura farmacologica potrebbe provocare, in rari casi, una crisi tireotossica.

Chi sceglie di approcciare l’ipertiroidismo andando direttamente alle cause del problema dovrà lavorare più duramente, modificando lo stile di vita e le abitudini, perché generalmente è proprio da qui che la malattia origina. Anche chi sceglie di seguire la terapia allopatica dovrebbe approcciare il problema in questo modo; questo perché le cure ufficiali non fanno altro che mascherare i sintomi della malattia, e anche se la tiroide viene rimossa o distrutta, il sistema immunitario compromesso potrebbe nel tempo andare a colpire altrove. È importante quindi imparare a controllare il sistema immunitario con l’aiuto di uno specialista della medicina funzionale.