Basedow e Hashimoto: le cause

by Raffaella

Il morbo di Basedow-Graves e la tiroidite di Hashimoto sono considerati disturbi di tipo autoimmune, causati cioè dal sistema immunitario che per motivi sconosciuti produce auto-anticorpi che attaccano le cellule del corpo. La medicina, a oggi, ha catalogato più di 80 malattie autoimmuni.

Secondo la scienza, questi problemi colpiscono persone con una determinata predisposizione genetica, quando entrano in contatto con fattori ambientali che attivano i geni responsabili della malattia. Questi geni, una volta attivati, lo rimangono per sempre ed è per questo motivo che le malattie autoimmuni sono considerate croniche e inguaribili.

Per i più fortunati, cioè quelle persone che riescono a ottenere una diagnosi precisa in tempi ragionevolmente brevi, si prospetta un percorso terapeutico a lungo termine che il più delle volte è soltanto palliativo o sintomatico e non tiene conto delle cause che hanno portato il problema a manifestarsi in primo luogo.

Ma quali sono queste cause, e perché non vengono mai prese in considerazione?

Per quanto riguarda i disturbi della tiroide, è noto che il fumo di sigaretta, lo stress, gli allergeni (in particolare il glutine) e una gravidanza possono innescare i sintomi del disturbo. Questo, almeno, è quello che ci si sente dire dal medico al momento dell’anamnesi, prima di spostare rapidamente l’attenzione sulla terapia. E in genere il discorso finisce lì, perché il focus dello specialista è esclusivamente (e giustamente) fornire una cura medica al problema, senza preoccuparsi del motivo che lo ha scatenato.

Per molti pazienti, soprattutto all’inizio del proprio percorso, la valutazione delle cause non è contemplata perché la malattia è vista come un problema che si può risolvere o arginare in modo da avere una vita normale. Alcuni ottengono un discreto successo con la terapia medica e non sentono mai il bisogno di approfondire. Altri, come me, arrivano a fare ricerca e ad aprire un blog come questo perché la terapia non è stata sufficiente.

Perché è importante conoscere le cause

Quando mi è stato diagnosticato il morbo di Basedow nel 2013, non avevo assolutamente idea di quali fossero le cause scatenanti. A dirla tutta, inizialmente, nemmeno mi ero posta il problema, perché pensavo che fosse come una normale influenza che sarebbe guarita con la terapia.

Le settimane di cura farmacologica intensiva diventarono mesi e non ci misi troppo a diventare seriamente ipotiroidea, una condizione che secondo il medico andava sopportata, ma che mi faceva stare malissimo.

Decisi di sentire altri pareri e aggiustai il dosaggio più volte. Cercai anche di capire meglio la malattia senza però ricevere risposte convincenti, al di là di “è un problema genetico” e “sei solo stressata”. Ovviamente capii che il vero significato di quelle parole era “non sappiamo cosa dirle”. Mi fu anche proposto di operarmi immediatamente perché non tolleravo bene i farmaci.

Visto che non mi entusiasmava l’idea di finire sotto i ferri a nemmeno trent’anni, iniziai a documentarmi consultando medici americani, leggendo libri e articoli, parlando con altri pazienti, guardando video e webinar.

Oggi, dopo ormai 8 anni passati a sperimentare diverse soluzioni, ho deciso di scrivere questo articolo per condividere ciò che ho imparato sul morbo di Basedow e, per estensione, sulla tiroidite di Hashimoto, che io ritengo essere molto simili.

Tengo a precisare che non ho la pretesa di pormi come un guru che ha capito tutto, o che vuole saperne di più degli addetti ai lavori. Questo articolo è il risultato di una ricerca e sperimentazione del tutto personale.

Dal momento che i disturbi della tiroide sono condizioni molto complesse, nelle quali un caso non è mai identico a un altro, credo che ognuno debba seguire un percorso per capire come gestire al meglio la propria salute.
Io, con queste parole, mi pongo solo come un punto di partenza, un aiuto per capire come orientarsi per iniziare questo percorso.

Detto questo, arriviamo finalmente al fulcro del discorso: quali sono le cause del morbo di Basedow e la tiroidite di Hashimoto?

Come già specificato, ogni caso è a sé, ma in base alla ricerca e all’evidenza, è ragionevole ritenere che siano coinvolti più fattori:

  • genetici: familiarità della malattia e mutazione genetica
  • ambientali: stress, inquinamento e tossicità
  • personali: personalità, stile di vita e alimentazione

Di conseguenza, più che una singola causa, si tratta quasi sempre di un insieme di cause, in cui di solito c’è sempre una combinazione di:

  • stress
  • alimentazione errata
  • squilibri ormonali
  • emozioni negative
  • tossine

Stress

Tutti i medici che ho consultato me l’hanno detto almeno una volta: “sei solo stressata”.
Una frase che spesso viene usata perché non si sa che altro dire. Del resto, è ovvio che al giorno d’oggi siamo tutti un po’ stressati, è normale e non c’è molto che si possa fare.

Al di là del modo superficiale con cui se ne parla, lo stress è un problema molto più vasto di quanto si creda.

Stress: in medicina, ogni causa (fisica, chimica, psichica, ecc.) capace di esercitare sull’organismo, con la sua azione prolungata, uno stimolo dannoso, provocandone di conseguenza la reazione; com., tensione nervosa, logorio spesso non avvertito dal soggetto ma ugualmente dannoso.

Dalla definizione del dizionario, possiamo capire che qualunque cosa possa potenzialmente metterci in difficoltà (soprattutto se in modo continuativo) è fonte di stress e può avere conseguenze deleterie per la salute.
Quindi, essenzialmente, tutte le cause delle malattie possono essere indicate come stress; per questo ho deciso di metterlo in prima posizione, perché è il punto di partenza anche per i paragrafi successivi.

Cosa succede a un organismo stressato, ad esempio da un trauma, dall’esposizione a sostanze tossiche o da brutti pensieri?
Quale che sia l’agente stressogeno, la sua natura (fisica, chimica, psichica, ecc.), la sua intensità o il livello di percezione, le conseguenze sono le stesse.

Lo stress, infatti, stimola la produzione e il rilascio in circolo di ormoni specifici come il cortisolo, l’adrenalina e gli ormoni tiroidei, con lo scopo di aumentare la reattività dell’organismo di fronte a situazioni di pericolo. Si tratta di una reazione immediata e fisiologica per aumentare le possibilità di sopravvivenza in Natura.

Oggi, buona parte della popolazione occidentale vive in una società cosmopolita nella quale le leggi della Natura non hanno più la stessa fatalità di un tempo. Ma noi, di fatto, siamo ancora biologicamente e strutturalmente uguali ai nostri progenitori che vivevano nelle caverne. L’esistenza dei nostri avi preistorici era indubbiamente piena di insidie ma, scampato l’agguato di un predatore o di un nemico, la vita tornava rapidamente alla normalità.

La moderna società è caratterizzata da convenzioni che da un lato garantiscono maggiori vantaggi alla nostra specie, ma dall’altro ci obbligano a vivere contro natura. Alimentarsi con cibo industriale che il corpo non riconosce, esporsi a sostanze chimiche, passare ore nel traffico cittadino, relazionarsi con persone insopportabili, avere problemi scolastici o lavorativi, difficoltà economiche o di altro tipo… tutto questo, in misura variabile, è la quotidianità per la maggior parte della popolazione. Nessun altro animale in Natura è stressato come i sapiens e infatti nessun altro animale in Natura si ammala delle stesse malattie dei sapiens.

Una costante esposizione a stimoli e bombardamenti sensoriali, situazioni e sostanze che il corpo non riconosce, ruba moltissima energia; energia che il corpo è costretto a sottrarre da tutto ciò che non è immediatamente necessario alla sopravvivenza, come la fertilità, la digestione e l’immunità.

Alimentazione errata

Abbiamo già citato l’alimentazione errata come fonte di stress per l’organismo. Ma cosa significa esattamente?
Possiamo racchiudere gli aspetti di un’alimentazione errata nei seguenti punti:

  • cattive abitudini (fame compulsiva, dipendenze, eccesso di cibo spazzatura, ecc.)
  • distribuire male i pasti, le calorie e i nutrienti
  • intolleranze e allergie
  • flora batterica alterata
  • scompenso nutrizionale (carenze alimentari)

Cattive abitudini alimentari

Da ipertiroidea, ricordo bene che uno dei miei sintomi più eclatanti era la fame compulsiva, che apparentemente cozzava con la mia eccessiva magrezza. Avevo decisamente delle cattive abitudini alimentari.

In particolare, ero particolarmente attratta dagli alimenti zuccherati, che consumavo in grande quantità. Avere una dipendenza da zucchero crea un circolo vizioso nel quale il corpo produce molta insulina per mantenere normali i livelli di glucosio, che cala rapidamente e innesca il bisogno di assumere altro zucchero. Avevo continuamente episodi di disglicemia che mi provocavano stanchezza, mal di testa e irritabilità.

Un altro effetto di una dieta carica di zucchero si verifica a livello intestinale; le pareti dell’intestino si spalancano, lasciando entrare nel torrente sanguigno porzioni di cibo non completamente digerito e agenti patogeni, che possono dare origine al fenomeno dell’autoimmunità.

Un ipertiroideo consuma rapidamente le energie perché il metabolismo è molto veloce; di conseguenza è portato a mangiare più del normale (senza ingrassare) e a essere particolarmente sensibile agli eccessi.

Questo problema è nel contempo una causa e una conseguenza dell’ipertiroidismo, un po’ come un cane che si morde la coda.

Fra le cattive abitudini alimentari possiamo anche considerare l’errata distribuzione dei pasti, dei nutrienti e delle calorie, ad esempio saltare i pasti, consumare contemporaneamente alimenti fra loro incompatibili, eccedere nei carboidrati, ecc.

Allergie e intolleranze alimentari

Avere un’intolleranza alimentare non diagnosticata significa sottoporre l’organismo a un appesantimento digestivo e a uno sforzo eliminativo continuo, e cioè a un costante stato di stress.

Pur essendo altrettanto dannose delle allergie, le intolleranze alimentari non provocano una reazione immediatamente visibile all’ingestione degli alimenti problematici, e sono quindi più subdole. Alcuni sintomi tradizionalmente attribuiti alla tiroide potrebbero in realtà essere spia di un’intolleranza alimentare e avere un collegamento diretto con l’andamento degli auto-anticorpi tiroidei, per esempio gli sfoghi cutanei, le emicranie, gli sbalzi ormonali, l’aumento e la perdita di peso, ecc.

Le principali intolleranze alimentari che si accompagnano ai problemi della tiroide sono il glutine e cereali in generale, i latticini (lattosio e caseina), la soia, la frutta secca e le solanacee.
Identificare e rimuovere gli allergeni dalla dieta può talvolta far rientrare completamente i sintomi e i valori ematici.

Personalmente, ho scoperto (parecchio tempo dopo la diagnosi di ipertiroidismo), di essere intollerante alla soia, al riso, alla caseina e a tutti gli alimenti contenenti nickel.
Rimuovere o limitare fortemente questi alimenti ha decretato un significativo aumento dei miei livelli di energia e il raggiungimento di una remissione totale.

Flora intestinale alterata

C’è un’importante correlazione fra la salute dell’intestino e quella del sistema immunitario; l’80% delle cellule immunitarie, infatti, è localizzata nelle pareti intestinali.

Per questo motivo, una flora intestinale alterata influisce negativamente sul sistema immunitario, oltre che sulla salute generale dell’individuo.

La disbiosi è una condizione che si verifica quando nell’intestino si formano lieviti e altri batteri nocivi, in conseguenza ad abitudini alimentari scorrette (in particolare il consumo eccessivo di alimenti raffinati, zuccheri, cereali contenenti glutine e latticini). Correggere la dieta è di solito sufficiente a risolvere il problema, tranne nei casi più gravi in cui la disbiosi è accompagnata da candida o altre infezioni.

Anche lo stress può alterare la flora batterica intestinale.

Carenze alimentari

Le carenze alimentari si possono considerare una conseguenza inevitabile di tutto quello che abbiamo visto finora, per i seguenti motivi:

  • alimentarsi in modo sbagliato o non ottimale significa non assumere i nutrienti necessari già in partenza
  • la presenza di allergie e intolleranze alimentari (soprattutto ai latticini e ai cereali) stimola la formazione di muco e danneggia i villi intestinali, rendendo difficoltoso l’assorbimento dei nutrienti
  • la disbiosi compromette ulteriormente il funzionamento dell’intestino

Questo è particolarmente vero per le persone con ipertiroidismo, nelle quali il calo ponderale è conseguenza del metabolismo accelerato, ma probabilmente anche della scarsa capacità dell’intestino di assimilare i nutrienti dal cibo.

Nelle persone con ipotiroidismo, invece, l’aumento di peso è una strategia difensiva che il corpo mette in atto per contrastare la carenza di nutrienti essenziali. Tutte le calorie in esubero vengono convertite in grasso per poter essere riutilizzate al bisogno.

Ecco le carenze più comuni riscontrabili nelle persone con disturbi della tiroide:

  • vitamina D (provocata soprattutto dalla scarsa esposizione solare)
  • selenio
  • iodio
  • zinco e rame
  • calcio e magnesio

Squilibri ormonali

La cascata ormonale data dallo stress, dallo scompenso tiroideo e da una dieta errata ha un effetto domino sull’equilibrio organico; questo provoca ulteriori squilibri ormonali.

In particolare, quando l’organismo è costantemente sotto stress, può verificarsi uno squilibrio fra estrogeni e progesterone, dal momento che l’organismo usa il pregnelonone (precursore del progesterone e testosterone) per produrre cortisolo.

Anche le donne che assumono la pillola anticoncezionale hanno un rischio maggiore di innescare una reazione autoimmune, perché troppi estrogeni possono deprimere il sistema immunitario.
Inoltre, gli ormoni tiroidei e gli estrogeni competono per legarsi alle proteine necessarie per trasportarli nel sangue, quindi possono influenzarsi a vicenda.
L’eccesso di estrogeni può altresì affaticare il fegato, dal momento che è l’organo deputato allo smaltimento degli ormoni.

Sebbene l’uso della pillola sia in alcuni casi necessario per riequilibrare gli ormoni, non sempre è assolutamente indispensabile e va fatta un’attenta valutazione dei pro e contro.

Il ruolo degli ormoni è tanto più importante se si pensa che le disfunzioni tiroidee si verificano per la maggior parte nelle donne dopo i 20 anni, quando la maturazione sessuale è ultimata. Inoltre, gli ormoni sessuali femminili sembrano essere più sensibili agli effetti delle variazioni del cortisolo rispetto a quelli maschili.

Emozioni negative

Secondo la teoria dello Yoga, la tiroide corrisponde al quinto chakra, Vishuddha, o chakra della gola; è associato alla capacità di comunicare bene ed esprimere sé stessi.

Sono sempre stata una ragazza taciturna e chiusa. Una conseguenza che ritengo derivi in parte da una propensione all’introversione, e da un atteggiamento fortemente repressivo della mia famiglia nei confronti della libera espressione delle mie emozioni sin dalla più tenera età.

Come praticante spirituale e appassionata di esoterismo, sono assolutamente convinta che il mio problema di ipertiroidismo sia stato causato anche dalla mia incapacità di comprendermi ed esprimermi chiaramente. Il morbo di Basedow è difatti considerato il disturbo tiroideo con la maggiore componente emozionale e stressogena.

Le emozioni negative come rabbia, paura e tristezza sono una reazione fisiologica agli eventi della vita, che hanno lo scopo di richiamare la nostra attenzione e farci capire che qualcosa non va. Il loro compito si esaurisce lì. Spetta poi a noi riconoscere la loro presenza, il loro messaggio e poi lasciarle andare.

Il problema è che molte persone imparano presto a reprimere le proprie emozioni negative, talvolta addirittura a disconoscerle del tutto, perché esprimerle provoca la contrarietà dei genitori o delle figure di riferimento. Esprimere liberamente le proprie emozioni, soprattutto quelle negative, è considerato inaccettabile dalla società.

Quando queste vengono disconosciute, represse, negate o interiorizzate, l’unico modo che hanno per manifestarsi è nel corpo, dove possono permanere per diverso tempo senza poter uscire. Qui danno origine a sensazioni viscerali spiacevoli, che la persona percepisce, ma non riesce a spiegare. Talvolta, quando il loro carico energetico diventa insostenibile, queste possono uscire in modo esplosivo e incontrollato, portando la persona a provare ulteriori emozioni negative (colpa e vergogna) per il proprio comportamento.

È un circolo vizioso che può essere spezzato solo con un percorso di auto-consapevolezza.

Tossine

Nel suo best-seller Guarire la tiroide, Anthony William usa l’appellativo i temibili quattro per riferirsi ad altrettanti gruppi di tossine: metalli pesanti, pesticidi, virus e radiazioni.

I temibili quattro sono, secondo l’autore, la più grande minaccia alla salute umana, responsabili di molti disturbi cronici (inclusi quelli tiroidei) che per la medicina sono ancora oggi un mistero. Tracce di questi elementi si depositano nel corpo, avvelenandolo costantemente e alterandone le difese immunitarie.

È molto facile entrare in contatto con queste sostanze tossiche: anche quelle dismesse da tempo, come il mercurio e il DDT, sono rimaste nell’ambiente e sono entrate nella catena alimentare. Il mercurio, ad esempio, è particolarmente diffuso nel mare e di conseguenza lo si trova nei pesci, soprattutto quelli di grosso taglio.

L’intossicazione da metalli pesanti, in particolare il mercurio, sembra essere correlata alle malattie che coinvolgono il cervello e il sistema nervoso, come il Parkinson, l’Alzheimer e l’autismo. Alcuni studi hanno confermato la correlazione fra protesi dentarie al mercurio e tiroidite di Hashimoto.

I virus sono una piaga silente che si nasconde dietro alla diffusione esponenziale di numerose malattie del mistero: ansia, depressione, malattie autoimmuni, insonnia e numerosi altri disturbi e sintomi sembrano avere una correlazione significativa coi virus, in particolare col virus di Epstein-Barr.

Quando sentiamo parlare di radiazioni, pensiamo immediatamente all’incidente di Chernobyl e agli attacchi di Hiroshima e Nagasaki. Tutti eventi catastrofici i cui effetti sono presenti ancora oggi.

In realtà, però, siamo molto più esposti oggi alle radiazioni che in ogni altro momento della Storia, per via dell’uso estensivo che facciamo degli strumenti tecnologici.

Le radiazioni sono uno dei fattori maggiormente coinvolti nell’insorgenza del cancro, delle disfunzioni endocrine e delle malattie della pelle e delle ossa.

Oltre ai temibili quattro, non dobbiamo dimenticare le numerose sostanze chimiche create dall’uomo e presenti in molti prodotti per l’igiene personale, la pulizia della casa e anche negli alimenti.

Fortunatamente, è possibile ridurre gli effetti di queste tossine con un’alimentazione corretta, la giusta integrazione e altre strategie di protezione.

Conclusioni

In questo lungo articolo ho esposto le principali cause del morbo di Basedow e della tiroidite di Hashimoto.

Nelle persone geneticamente predisposte, lo stress quotidiano ha un effetto a catena sull’intero organismo.
L’equilibrio ormonale e immunitario è influenzato soprattutto da un’errata alimentazione, dall’incapacità di esprimere le proprie emozioni e dall’esposizione a sostanze tossiche.

Di solito non c’è mai una singola causa, ma un insieme di cause che porta alla manifestazione del disturbo.

Nel mio caso specifico, ho potuto constatare personalmente la presenza di queste cause:

  • predisposizione genetica (una parente con lo stesso problema)
  • stress fisico ed emotivo
  • cattive abitudini alimentari e nello specifico una dipendenza da zuccheri
  • allergia alla soia, al riso, alla caseina e al nickel
  • carenza significativa di vitamina D
  • esposizione a pesticidi (vivo in campagna) e alla nube di Chernobyl che arrivò in pianura padana
  • chakra della gola bloccato

Lavorare su questi aspetti mi ha permesso di trarre ottimi benefici sulla mia salute generale e di raggiungere la remissione che a oggi, nel 2021, dura da 3 anni.

Fonti

NB. Le informazioni riportate in questo articolo sono state selezionate e tradotte senza l’intermediazione di un medico.

Bibliografia

  • Living Well with Graves’ Disease and Hyperthiroidism di Mary J. Shomon
  • Living Well with Hypothiroidism di Mary J. Shomon
  • Mental, Emotional and Psychological Aspects of Thyroid Disorders di Svetla Bankova
  • Guarire la tiroide di Anthony William
  • DietaGIFT. Dieta di segnale di Attilio e Luca Speciani

Webliografia

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