Le cinque cause principali del morbo di Basedow

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I medici, ad oggi, non sono in grado di fornire risposte sulle cause delle malattie autoimmuni, Basedow incluso; pur non essendoci degli studi che confermano la causa esatta di questi problemi, è altamente probabile che la dieta, la gestione dello stress e i danni dell’inquinamento, siano in qualche modo coinvolti con l’aumento esponenziale delle malattie croniche nella nostra epoca. Oggi siamo abituati a curarci con farmaci e operazioni chirurgiche, mentre argomenti di fondamentale importanza per la salute come la dieta e lo stile di vita non vengono adeguatamente considerati.

In più, il trattamento standard per il Basedow è lo stesso dal 1950 e da allora nulla è cambiato; ancora oggi, per i medici allopatici non si guarisce dalle malattie autoimmuni e bisogna rassegnarsi a convivere a vita con questi problemi. Oltre 50 anni di ricerca non hanno portato ad alcun progresso.

Nonostante non sia stata identificata con certezza la causa che porta il sistema immunitario a ribellarsi (sebbene sia improbabile che la causa di un problema così complesso sia solo una), si ritiene che nella patogenesi siano coinvolti:

  • fattori genetici: familiarità della malattia e mutazione dei geni
  • fattori ambientali: stress, inquinamento, esposizione a sostanze nocive
  • fattori personali: personalità, stile di vita e alimentazione

Stress

Se molto spesso i medici tendono ad attribuire (a volte superficialmente) la causa di molti disturbi allo stress, c’è un motivo: lo stress, in particolare lo stress negativo cronico (a cui cioè il paziente è sottoposto ogni giorno, cosa che può essere una situazione lavorativa, sociale o familiare problematica, ma anche come conseguenza di cattive abitudini legate all’alimentazione e allo stile di vita), scatena una serie di risposte fisiologiche che a lungo andare sono deleterie per la salute. In effetti, lo stress stimola la produzione e il rilascio di ormoni surrenali come il cortisolo e l’adrenalina. Il cortisolo è in realtà un ormone positivo e utilissimo in determinate situazioni, in quanto ci rende più vigili e reattivi; gli ormoni surrenali sono alla base della fight or flight response (risposta combatti o fuggi), per affrontare le situazioni di pericolo immediato, come poteva essere millenni fa l’incontro ravvicinato con un predatore.

L’organismo umano è progettato per rispondere bene solo a situazioni di stress temporaneo (o stress acuto). Situazioni prolungate stressanti, tipiche della vita frenetica dei nostri tempi, obbligano le ghiandole surrenali a lavorare costantemente per produrre gli ormoni dello stress. È stato dimostrato che, a lungo andare, l’eccesso (come anche la carenza) di cortisolo sopprime la risposta immunitaria e l’apparato riproduttore, anche nei casi in cui lo stress è solo percepito. Tutto questo può avere effetti sul funzionamento della tiroide in una moltitudine di modi: come conseguenza dell’indebolimento immunitario (che predispone ad autoimmunità), per effetto dello squilibrio ormonale generale provocato dal cortisolo e per l’esaurimento surrenale, una condizione nella quale le ghiandole surrenali si atrofizzano e perdono la loro efficienza, andando ad impattare negativamente sull’intero sistema endocrino (di cui fa parte anche la tiroide).

Lo stress è una parte naturale della vita ed è pertanto inevitabile. È però possibile prendere coscienza del problema e imparare a gestirlo correttamente per evitare che diventi dannoso per la salute; infatti, è più pericoloso il modo in cui si reagisce allo stress dello stress stesso. Esistono diverse tecniche di rilassamento come lo yoga, il tai chi, il qi gong, la meditazione, gli esercizi di respirazione e l’autoipnosi, tutte di comprovata utilità. Per alcune di queste è ovviamente richiesto il supporto di un professionista, ma si possono ottenere buoni risultati anche solo dedicandosi ad attività rilassanti, utili e piacevoli, come ad esempio il volontariato, una passeggiata in mezzo alla natura o una qualsiasi attività artistica.

Altri due accorgimenti altrettanto importanti per limitare i danni dello stress sono seguire una dieta altamente nutriente e assumere erbe ad azione adattogena come la rhodiola rosea e l’ashwagandha, che sono in grado di sostenere le ghiandole surrenali nei momenti della vita in cui c’è bisogno di un aiuto in più. Attenzione, però, perché non tutti gli adattogeni sono adatti in ipertiroidismo.
Può essere utile anche la psicoterapia, per aiutare a identificare l’origine dello stress quando questa non è immediatamente chiara.

Carenza di minerali

La carenza di alcuni minerali è correlata alle disfunzioni della tiroide e del sistema immunitario.
Fra questi rientrano:

Selenio

Il selenio è necessario per il corretto funzionamento del sistema immunitario e per la sintesi degli ormoni tiroidei. Studi scientifici dimostrano che la somministrazione di selenio in individui con Basedow in associazione a farmaci anti-tiroide ha velocizzato la risposta alla terapia rispetto a persone che assumevano solo i farmaci. Il selenio può però avere effetti tossici se assunto in quantità eccessive.

Iodio

Lo iodio serve alla tiroide per sintetizzare i suoi ormoni. È noto che la carenza di questo minerale provoca il gozzo. Tuttavia, sull’effettiva necessità di assumere iodio in caso di Basedow o di tiroidite di Hashimoto i pareri sono controversi; di solito però i medici sconsigliano di assumere iodio in integratori (non sembrano esserci controindicazioni con lo iodio alimentare, seppure con tutte le precauzioni del caso) ai soggetti con ipertiroidismo, a meno che non ne venga accertata la carenza con un esame delle urine. Curiosamente, alcuni ipertiroidei sono in realtà carenti di iodio.

Zinco e rame

Anche lo zinco e il rame sono necessari per il corretto funzionamento della tiroide. Si tratta di minerali antagonisti, che devono essere introdotti in quantità adeguate dal momento che l’eccesso di zinco provoca la riduzione del rame, e viceversa. Delle ricerche hanno evidenziato scarsi livelli di rame nelle persone con Basedow come fattore d’innesco della malattia, ma vi sono anche casi di sintomi indotti da un eccesso di rame (avvelenamento da rame) e conseguente carenza di zinco. In entrambi i casi è fondamentale bilanciare l’assunzione di questi due minerali in modo che non si crei uno squilibrio. Le quantità di rame possono essere dosate con un esame del sangue.

Flora intestinale alterata

C’è un’importante correlazione fra la salute dell’intestino e quella del sistema immunitario; per comprenderla basta pensare che l’80% delle cellule immunitarie è localizzata nelle pareti intestinali. Per questo motivo, l’alterazione della flora batterica intestinale influisce negativamente sul sistema immunitario, oltre che sulla salute generale dell’individuo. È fondamentale mangiare bene per preservare la salute intestinale, minimizzando il consumo di alimenti raffinati e zuccheri, che promuovono la formazione di lieviti e altri batteri nocivi nell’intestino (disbiosi). È consigliato inoltre evitare tutti gli allergeni (glutine, lattosio/latticini, ecc.) che nei soggetti sensibili provocano la sovrapproduzione di muco e conseguente permeabilità intestinale. Ci sono però dei casi in cui la dieta da sola non è sufficiente a risolvere il problema, specie in presenza di candida o altre infezioni. Anche lo stress può alterare la flora batterica intestinale.

Squilibri ormonali

Uno squilibrio nei livelli di progesterone ed estrogeni può provocare una reazione autoimmune. Questo può accadere quando si vive una situazione di stress cronico, dal momento che l’organismo usa il pregnelonone (precursore del progesterone e testosterone) per produrre cortisolo e quindi viene prodotta una minore quantità degli altri ormoni derivati. Ma può anche verificarsi nelle donne che assumono anticoncezionali, estrogeni sintetici e xenormoni, dal momento che troppi estrogeni possono deprimere il sistema immunitario. Benché l’uso della pillola sia in alcuni casi necessaria per riequilibrare gli ormoni, non sempre è assolutamente indispensabile prendere estroprogestinici sintetici o naturali. Non bisogna infatti dimenticare che gli ormoni sono molto potenti e hanno effetti importanti anche sul sistema immunitario. Poiché gli estrogeni vengono smaltiti nel fegato, troppi estrogeni possono compromettere la salute epatica oltre che quella tiroidea (ormoni tiroidei ed estrogeni sono infatti antagonisti). Secondo alcuni, gli estrogeni aggravano la tiroidite, mentre il testosterone potrebbe addirittura sopprimere l’attacco autoimmune.

Il ruolo degli ormoni è tanto più importante se si pensa che le disfunzioni tiroidee si verificano per la maggior parte nelle donne dopo i 20 anni, quando la maturazione sessuale è ultimata. Inoltre, gli ormoni sessuali femminili sembrano essere più sensibili agli effetti dello squilibrio del cortisolo rispetto a quelli maschili.
In medicina funzionale, si misurano gli estrogeni attraverso il test delle urine, per verificare come l’organismo li smaltisce.

Tossine

L’intossicazione da metalli pesanti (ad esempio il mercurio presente nelle protesi dentarie) e decine di altre tossine e sostanze può in alcuni casi e in soggetti predisposti attivare l’autoimmunità. Per maggiori informazioni rimando alla lettura di questo articolo esterno.

Conclusione

Abbiamo visto le cause principali che possono determinare l’insorgenza di una malattia autoimmune come il Basedow.
È importante specificare però che le cause variano da soggetto a soggetto (il Basedow è una malattia molto personale) e che quelle indicate sono solo alcune di esse.
Indirizzare e trattare correttamente le cause della malattia richiede tempo, pazienza e anche una certa autodisciplina, ma può aumentare le possibilità di successo della terapia medica, anche dopo l’interruzione delle cure per l’ipertiroidismo. Per riuscirci, sarà necessaria una collaborazione fra medicina convenzionale e funzionale, dal momento che gli endocrinologi di solito si focalizzano solo sul trattamento sintomatico.

Fonte: Natural Endocrine Solutions