La tiroide (spiegata da me)

by Raffaella

Quando ho ricevuto la diagnosi di ipertiroidismo, non avevo idea di cosa fosse e a cosa servisse la tiroide. Inizialmente, credevo che non avrei mai avuto bisogno di saperlo, e che bastasse prendere dei farmaci senza dovermene preoccupare.
Come posso capire qualcosa di medicina e anatomia, avendo fatto studi completamente diversi? Tanto vale fidarsi degli addetti ai lavori e basta, no?

Poi, quando il corpo (nonostante la terapia) ha iniziato a mandarmi segnali di disagio a cui non sembrava esserci una risposta chiara, ho capito che era il caso di approfondire. La prima cosa da fare era ovviamente conoscere la tiroide, la mia presunta nemica, che aveva deciso di “svalvolare” complicandomi la vita.

Non potevo ovviamente mettermi a leggere incomprensibili testi pieni di sigle, numeri e paroloni, di cui non avrei capito niente. Questo genere di informazioni si può sempre trovare su qualsiasi risorsa medica o scientifica. Nel mio caso avevo bisogno di qualcuno che sapesse spiegare bene e in un linguaggio semplice cos’è la tiroide, a cosa serve e perché smette di funzionare come dovrebbe.

Quando ho iniziato a fare ricerca era il 2015 e all’epoca in Italia non c’erano molte fonti da consultare; così mi sono rivolta alla letteratura anglofona, che è molto più avanti per quanto riguarda la formazione specifica per i pazienti.

Questo articolo è il risultato di 5 anni di studi, test e soprattutto un attento ascolto del mio corpo. Credo sia fondamentale, per ogni paziente, conoscere la tiroide (almeno le informazioni che abbiamo a oggi in merito, dal momento che il suo funzionamento è ancora in larga parte sconosciuto anche alla scienza). Per questo ho deciso di (ri)aprire il blog con un articolo interamente dedicato a lei, spiegato in un linguaggio semplice e alla portata di tutti.

Quindi, cominciamo il nostro viaggio alla scoperta della tiroide!

Tiroide e sistema endocrino

La tiroide (dal greco thyreoeidès, “scudo”) è la più grande ghiandola endocrina dell’organismo.

Una ghiandola endocrina è un organo che ha lo scopo di produrre, immagazzinare e rilasciare, al bisogno, ormoni e sostanze metaboliche direttamente nel torrente sanguigno.

Gli ormoni sono messaggeri chimici che viaggiano nel sangue e nel sistema linfatico per raggiungere gli organi ed esercitarvi cambiamenti funzionali, attivando o inattivando specifiche funzioni cellulari. Possono, ad esempio, agire sulle cellule del cuore per aumentare i battiti.
L’azione degli ormoni è influenzata dalla genetica, dallo stato di salute generale, dal livello di stress, dall’umore e dalle condizioni esterne come la temperatura e l’altitudine.

Le ghiandole endocrine presenti nell’organismo umano sono le seguenti:

  • ipotalamo
  • ipofisi
  • epifisi (o ghiandola pineale)
  • tiroide
  • paratiroidi
  • timo
  • isole di Langerhans (nel pancreas)
  • ghiandole surrenali
  • ovaie/testicoli

L’insieme di questi organi costituisce il sistema endocrino, la cui attività è governata e mantenuta in equilibrio dall’ipotalamo e dall’ipofisi, che si trovano nel cervello e sono a capo dell’intero sistema.

Ogni ghiandola ha un proprio ruolo all’interno del sistema.
La tiroide, nello specifico, regola la velocità del metabolismo, cioè il modo in cui il corpo processa le calorie e l’ossigeno per trasformarli in energia. Per questo la ghiandola tiroidea viene paragonata metaforicamente a una caldaia (con l’ipotalamo e l’ipofisi che fungono da termostato), poiché dalla velocità con cui lavora si può percepire un aumento o una diminuzione della temperatura corporea. La tiroide, inoltre, contribuisce anche a regolare i livelli di calcio nell’organismo.

Thyroid Removal Surgery

Le ghiandole endocrine non lavorano singolarmente, ma ognuna di esse può potenzialmente influire sul comportamento delle altre, come in una catena di montaggio. Questo spiega perché molti sintomi di uno scompenso tiroideo possono essere inizialmente attribuiti altrove (per esempio alle ovaie in caso di alterazioni della fertilità femminile) e perché, di conseguenza, è così difficile ottenere una diagnosi corretta.

Il ramo della medicina allopatica che si occupa di tutti i disordini endocrini, dal diabete alle malattie della tiroide, è quello dell’endocrinologia; i medici specializzati in questo settore sono gli endocrinologi.

L’asse ipotalamo-ipofisi-tiroide

Come già accennato poc’anzi, l’attività delle ghiandole endocrine è governata dall’ipotalamo e dall’ipofisi. Comprendere il funzionamento dell’asse ipotalamo-ipofisi-tiroide, cioè come comunicano e interagiscono questi tre organi fra loro, è cruciale per interpretare gli esami del sangue e l’andamento delle terapie.

L’ipotalamo è una piccola ghiandola a forma di cono che si trova nel diencefalo, ritenuta l’area del cervello umano più ancestrale perché legata agli istinti primitivi di sopravvivenza come fame, sete, sonno, riproduzione, adattamento all’ambiente e difesa.
La ghiandola ipotalamica comunica direttamente anche col sistema nervoso ed è molto sensibile alle minime variazioni interne e ambientali. Inoltre, media alcune reazioni emotive.

L’ipotalamo secerne diversi ormoni per regolare l’attività ormonale delle altre ghiandole, alcuni dei quali fungono anche da neurotrasmettitori. Nel caso della tiroide, l’ormone di riferimento è il TRH (ormone di rilascio dell’ormone tireotropo), destinato all’ipofisi.

L’ipofisi è una piccola ghiandola a forma di fagiolo che si trova dietro la cavità nasale, subito sotto l’ipotalamo, col quale comunica attraverso il sistema nervoso centrale. È vicina anche al nervo ottico, e quando è infiammata o colpita da adenomi, può provocare sintomi visivi ed esoftalmo.
La ghiandola ipofisaria secerne diversi ormoni fra cui il TSH (ormone tireotropo), rilasciato in risposta al TRH dell’ipotalamo con lo scopo di regolare la produzione ormonale della tiroide.

Comprendiamo quindi che i mediatori dell’asse ipotalamo-ipofisi-tiroide sono tre: il TRH, il TSH e gli ormoni tiroidei, che vedremo fra poco. La comunicazione fra le ghiandole è costante, con l’ipotalamo che monitora la quantità di ormoni nel sangue inviando segnali all’ipofisi al fine di aumentarli o diminuirli a seconda della quantità presente e del fabbisogno.

Se ci sono pochi ormoni tiroidei in circolo, l’ipotalamo produrrà più TRH e l’ipofisi reagirà mettendo in circolo più TSH per stimolare la tiroide. Al contrario, se ci sono troppi ormoni tiroidei, le ghiandole reagiranno producendo meno TRH/TSH.
In condizioni normali e in assenza di disordini endocrini, la comunicazione funziona correttamente e l’equilibrio è garantito dal sistema di feedback interno.

La produzione degli ormoni TRH/TSH diminuisce in caso di digiuno prolungato (in modo da rallentare il metabolismo e preservare l’energia), stress psicofisico estremo e in generale tutte quelle situazioni in cui è richiesta maggiore vigilanza. Al contrario, la sintesi di TRH/TSH aumenta quando fa freddo, per riscaldare il corpo.

Il meccanismo di autoregolazione fra TRH/TSH e ormoni tiroidei permette a tutti i tessuti e organi del corpo di funzionare al giusto passo (eutiroidismo), ma può succedere che l’equilibrio venga alterato e che la produzione ormonale diminuisca (ipotiroidismo) o aumenti (ipertiroidismo) eccessivamente e cronicamente. È quello che succede, in particolare, nelle alterazioni del sistema immunitario a carico della tiroide.

Anatomia della tiroide

La tiroide si trova alla base del collo; è attaccata alla trachea e sospesa sotto la laringe (e il pomo d’Adamo nei maschi), di cui segue i movimenti durante la deglutizione. Di consistenza simile a quella del tessuto muscolare, pesa circa 20 grammi ed è leggermente più grande nelle femmine.

La tiroide è rivestita da uno strato di cartilagine che la protegge e che ha la forma di uno scudo (da cui prende il suo nome), ma la ghiandola, in realtà, ha la forma di una farfalla.

Le due “ali”, ognuna delle quali è lunga circa 4 cm e spessa 2, sono denominate lobi e poggiano sulla trachea. I lobi sono uniti fra loro da una sottile striscia di tessuto connettivo detto istmo tiroideo.
Esiste una variante anatomica, soprattutto nelle persone con ipertiroidismo, in cui è presente un piccolo lobo piramidale che si estende verso l’alto, fra il lobo destro e sinistro.

Visti al microscopio, i lobi tiroidei sono costituiti da piccole sacche dette lobuli, contenenti ognuno 20-40 follicoli di diverse dimensioni.
I follicoli sono le unità funzionali della tiroide; ognuno di essi è composto da un gruppo di cellule disposte a cerchio attorno a una sostanza gelatinosa e ricca di proteine detta colloide.

I follicoli sono sufficientemente distanziati da garantire l’elasticità della ghiandola, che aumenta o diminuisce di dimensione a seconda della quantità e della grandezza delle sacche. La tiroide di un uomo adulto ha circa 3 milioni di follicoli.

Capsule of the Human Thyroid Gland

La tireoglobulina (TGB) è la proteina più importante del colloide, ed è usata come matrice nella produzione e nello stoccaggio degli ormoni tiroidei.

Nella tiroide sono presenti i seguenti tipi di cellule:

  • cellule epiteliali – secernono il colloide
  • cellule follicolari – estraggono lo iodio dal sangue e lo trasportano nel lume follicolare, dove viene usato per produrre gli ormoni
  • cellule parafollicolari (o cellule C) – costituiscono solo lo 0,1% della superficie tiroidea e secernono la calcitonina, un ormone che aiuta a regolare i livelli di calcio nel sangue
  • cellule ossifile – il loro ruolo è ancora sconosciuto, ma sono state osservate nei pazienti con patologie tiroidee autoimmuni, noduli e neoplasmi tiroidei

Le paratiroidi sono quattro (o più) ghiandole poste ai lati della tiroide, immediatamente adiacenti ai nervi della laringe. Sono indipendenti funzionalmente dalla tiroide e il loro compito è controllare il livello di calcio e fosforo nell’organismo producendo e rilasciando il paratormone (PTH).

La tiroide è irrorata da quattro arterie. Inoltre, nei follicoli è presente una rete di vasi linfatici che si svuota nelle arterie linfatiche pre-tracheali e cervicali.

Gli ormoni tiroidei

Gli ormoni principali messi in circolo dalla tiroide sono la triiodotironina (T3), la tiroxina (T4) e la calcitonina (CT).
I primi due sono sintetizzati dalla ghiandola usando lo iodio (il numero indica la quantità di atomi di iodio presenti negli ormoni) e l’aminoacido tirosina presenti nel sangue.
La reazione chimica necessaria a produrre gli ormoni è mediata dall’enzima tireoperossidasi (TPO).

Una tiroide sana produce T4 e T3 in un rapporto, rispettivamente, di 80:20 circa. Una parte (generalmente molto ridotta, circa l’1%) viene liberata in circolo a seconda del fabbisogno. Il resto viene immagazzinato nella ghiandola per uso futuro. Curiosamente, solo il 60% degli ormoni tiroidei viene effettivamente usato.

Una volta immessi nel torrente sanguigno, gli ormoni tiroidei sono legati a proteine che ne permettono il trasporto fino agli organi bersaglio. La proteina principale che si lega agli ormoni tiroidei è la TBG (globulina legante la tiroxina), la stessa che lega anche gli estrogeni. In questa forma legata, o forma totale, gli ormoni non sono biologicamente attivi, cioè non hanno azione sulle cellule.

Giunti a destinazione, gli ormoni si liberano dalla proteina che li lega per entrare nelle cellule e svolgere la loro azione biologica. Si parla, in questo caso, di ormoni in forma libera (indicati nei referti di laboratorio come fT3 e fT4).

Il T3 è considerato molto più forte biologicamente del T4, sebbene quest’ultimo non sia affatto un ormone inattivo. Il T3 è in parte prodotto dalla tiroide stessa (7%) ma viene anche ottenuto togliendo un atomo di iodio dal T4 tramite un complicato processo di sintesi a opera dell’enzima 5′ deiodinasi. La conversione, che è mediata dall’ipotalamo, non avviene nella tiroide ma in altri organi, principalmente nel fegato (60%), intestino (20%), cervello, muscoli, cuore e nervi.

Come già spiegato, il compito principale degli ormoni tiroidei è regolare il metabolismo e, di conseguenza, la temperatura e la produzione di energia, ma il loro ruolo non si esaurisce qui. Gli ormoni tiroidei partecipano a numerosissime altre funzioni organiche perché sono in grado di influenzare quasi tutte le cellule dell’organismo. Questo spiega la vastità degli effetti che un disturbo della tiroide può avere sulla salute generale.
Per esempio, sono fondamentali:

  • nella digestione dei carboidrati, degli zuccheri e dei grassi, soprattutto a livello intestinale
  • nella funzionalità muscolare, cardiaca e respiratoria
  • nella salute della pelle, dei capelli e delle unghie
  • nell’attività cerebrale (emozioni e umore inclusi)
  • nello sviluppo sessuale
  • nell’equilibrio ormonale generale (per esempio sono necessari per produrre gli ormoni surrenali)
  • nella crescita ossea
  • nello sviluppo e nella regolazione delle cellule coinvolte nell’immunità umorale e cellulo-mediata (che protegge da virus e infezioni)

Esiste anche una forma particolare di T3, biologicamente inattiva, il cui scopo è ridurre il metabolismo e prevenire un’overdose da T3: è la rT3 (triiodotironina inversa). Tutti ne produciamo un po’, ma la sua presenza in alte concentrazioni è associata a situazioni di stress, malattia e/o malnutrizione. Altre forme inattive di T3 sono la T3S e T3AC.

Dall’ormone T4 derivano anche i seguenti metaboliti:

  • acido tetraiodotiroacetico (TETRAC)
  • acido triiodotiroacetico (TRIAC)
  • 3-iodotironamina (T1AM)
  • monoiodotirosina (T1)
  • diiodotirosina (T2)

Fonti

NB. Le informazioni riportate in questo articolo sono state selezionate e tradotte senza l’intermediazione di un medico.

Bibliografia

  • Living Well with Graves’ Disease and Hyperthiroidism di Mary J. Shomon
  • Life Manual for Graves’ Disease and Hyperthyroidism di Svetla Bankova
  • Advances in Graves’ Disease and Other Hyperthyroid Disorders di Elaine A. Moore e Lisa Marie Moore
  • Graves’ Disease – A Practical Guide di Elaine A. Moore e Lisa Marie Moore
  • Tired Thyroid di Barbara S. Lougheed

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