Medicina cinese

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La medicina tradizionale cinese è una delle tecniche curative più antiche in assoluto, con migliaia di anni di storia e una grande influenza anche su altre discipline mediche orientali, come quella giapponese.
Il principio base di questa arte medica millenaria è la connessione fra corpo, mente ed emozioni; l’organismo è un insieme integrato connesso alla natura, ed è capace di auto-guarirsi. Tutto accade per una ragione, che va sempre interpretata come un’opportunità o un obiettivo. La medicina cinese ha come scopo riequilibrare la salute dell’individuo con l’ambiente circostante.

La medicina tradizionale cinese usa otto tecniche principali per valutare i sintomi e raggruppare le malattie: caldo/freddo, interno/esterno, esubero/carenza e yin/yang.

Yin e yang sono, più precisamente, le polarità interdipendenti (come il caldo e il freddo) che rappresentano i diversi organi e la salute; governano l’uomo e l’universo. La loro relazione è associata a quella che intercorre fra sistema nervoso simpatico e parasimpatico; l’iperattività del sistema nervoso simpatico è associata ad un eccesso di yang, l’iperattività di quello parasimpatico ad un eccesso di yin. In entrambi i casi può svilupparsi una malattia.

Una malattia nella quale domina lo yang viene definita “calda”, mentre una nella quale prevale lo yin è detta “fredda”. Nel libro “You Are All Sanpaku” di Georges Ohsawa, il morbo di Basedow è citato fra le malattie causate da un eccesso di yang.

Come per l’Ayurveda, anche qui ritroviamo la teoria dei cinque elementi (fuoco, terra, metallo, acqua e legno) che corrispondono a specifici organi e tessuti. Per ogni elemento vengono valutate numerose variabili come le stagioni, le direzioni, il clima, lo stadio di crescita e sviluppo, le emozioni, gli aspetti dell’anima, il gusto, i colori e i suoni.
Nella medicina cinese, la malattia è una perdita di equilibrio che crea dei blocchi nel sistema energetico. Le malattie vengono classificate a seconda della loro origine interna (emozioni, stile di vita) o esterna (le stagioni, il clima e in particolare i “sei eccessi” – vento, freddo, afa, umidità, secchezza e fuoco).

La diagnosi si effettua osservando, ascoltando, toccando e annusando il paziente; viene posta particolare attenzione all’ispezione della lingua. Si ricercano le aree sensibili al dolore, che sono i punti nei quali l’energia è bloccata.

La terapia, da seguirsi sotto la guida di un medico cinese o erborista/agopuntore, è basata sul cambio di dieta e sull’uso di prodotti erboristici e/o di origine animale. Le erbe sono generalmente mischiate al miele e “rollate” in strisce, oppure in pillole o polvere da mischiare a liquidi caldi; di solito vanno prese a stomaco vuoto.
Le erbe cinesi vengono in genere usate in combinazione, ma si classificano in tre categorie a seconda della loro finalità:

  • inferiori (o medicinali), da usare per un breve periodo di tempo quando la malattia, l’infezione o l’infiammazione si è già manifestata – ad esempio l’idraste
  • generali (o preventive), prevengono e curano le malattie – ad esempio il bupleuro
  • superiori (o toniche), non necessitano di prescrizione

Alcuni preparati usati per riequilibrare la tiroide sono Egli Shou Wu, Scutellaria baicalensis e Jia Jian Er Xian Tang.
Durante il trattamento, il corpo (in particolare fegato e cistifellea) si scarica dei suoi “eccessi” e possono quindi verificarsi sintomi di disintossicazione (detti “scarico”).

Per sbloccare l’energia si ricorre all’esercizio fisico (tai chi e qi gong), ai massaggi e all’agopuntura. Il riequilibrio dell’energia e dello yin/yang passa anche per la regolazione della temperatura tramite la dieta (cibi caldi o freddi), l’attività fisica (ad esempio il nuoto, che raffredda) e tecniche specifiche come la moxibustione e la coppettazione.

Agopuntura

L’agopuntura è una tecnica terapeutica vecchia di centinaia di anni. Si basa sulla stimolazione di specifici punti del corpo tramite sottili aghi. I punti da stimolare (che sono oltre 2000) corrispondono ai punti focali energetici dove emergono i meridiani sulla superficie del corpo; manipolandoli con gli aghi è possibile aprire i blocchi energetici ristabilendo l’equilibrio e regolando quindi il passaggio del qi. I punti dolenti sono indicativi di un blocco del qi e permettono di capire, a seconda di dove si trovano, quali organi sono colpiti.

L’agopuntura agisce sui sistemi regolati dai neurotrasmettitori serotoninergici e dagli oppioidi. Per questo motivo è particolarmente indicata per il controllo delle sindromi dolorose, per ridurre la stanchezza, lo stress e per i disturbi emozionali. In più ha numerosi altri benefici, ad esempio migliora il sistema immunitario e la fertilità; inoltre potenzia l’effetto dei farmaci. Frequenti sessioni di agopuntura possono ridurre i sintomi di fatica cronica spesso accompagnati all’ipotiroidismo.

È importante affidarsi ad un professionista certificato e accreditato perché, se mal eseguita, l’agopuntura può essere pericolosa.

Moxibustione

Simile all’agopuntura; l’unica differenza è che gli aghi vengono scaldati prima di essere applicati, usando il calore generato dalla combustione di erbe terapeutiche.
È consigliata per le malattie fredde nelle quali domina lo yin.

Acupressione

Nell’acupressione si usano gli stessi punti dell’agopuntura ma, invece degli aghi, ci si limita a premere con le dita. Gli effetti ovviamente sono più blandi rispetto all’agopuntura ma è comunque efficace per raffreddori, mal di testa e per aumentare l’energia.

Coppettazione

La coppettazione è un trattamento che consiste nell’applicare piccoli recipienti in vetro o coppette di bachelite sul corpo del paziente in corrispondenza di punti precisi. Nel recipiente viene creato un vuoto d’aria in modo che aderisca perfettamente alla pelle. La coppettazione stimola la circolazione sanguigna e linfatica riducendo lo yang.

Tai chi & qi gong

Il tai chi è un’antica arte marziale cinese, che combina l’esercizio aerobico (costituito in questo caso da movimenti controllati, lenti e gentili) con la meditazione e gli esercizi di respirazione. È una pratica mente-corpo che migliora l’equilibrio, la vitalità, la forza, la flessibilità, il tono muscolare e la coordinazione. Benefico per il sistema immunitario e la tiroide, protegge inoltre dalle malattie cardiovascolari. Le tecniche di respirazione profonda aprono la mente, scaricano la tensione e ripuliscono il sistema linfatico.
Il tai chi è ideale per ridurre la percezione allo stress della vita moderna ed è particolarmente consigliato a coloro che sono molto ansiosi e tesi, per i suoi effetti positivi sulla salute mentale e il benessere emozionale. Rilassare la mente mentre si fa esercizio dà una sferzata alla chimica cerebrale facendo riottenere il controllo di sé.
Nel libro The Thyroid Solution, il medico americano Ridha Arem ritene che il tai chi sia straordinariamente utile per combattere gli effetti residuali dell’ipotiroidismo che non migliorano con la terapia medica convenzionale.
Il qi gong è l’antenato del tai chi, a cui è simile, seppure con delle sottili differenze relative alla tipologia e alla sequenzialità degli esercizi.

Micoterapia

La micoterapia è parte della medicina tradizionale cinese e si propone di curare diverse patologie usando i funghi officinali orientali. Ai funghi usati in micoterapia sono attribuite proprietà immunomodulanti, immunostimolanti, preventive dei tumori, depurative e toniche. Questo perché i funghi hanno un sistema immunitario molto forte che permette loro di sopravvivere e crescere in ambienti pullulanti di microbi, come le piante morte. Assumendoli con l’alimentazione è possibile acquisire le loro stesse difese immunitarie.

I funghi medicinali più usati per trattare le malattie autoimmuni della tiroide sono il reishi, lo shiitake e l’agaricus; sono somministrati in combinazione perché agiscono in sinergia sulla salute intestinale (shiitake) e sul sostentamento del sistema immunitario (reishi e agaricus). Il reishi inoltre sembra avere un’efficacia paragonabile a quella del cortisone.
Secondo alcune testimonianze, assumere questi funghi per un periodo di almeno tre mesi aiuta a diminuire gli auto-anticorpi responsabili della disfunzione tiroidea (Basedow e Hashimoto) permettendo alla tiroide di riprendere la strada della normalità. È comunque consigliato integrare questi funghi nell’alimentazione abituale anche dopo una eventuale remissione.

I funghi officinali possono essere consumati a crudo o essiccati, ma più spesso a causa della loro difficile reperibilità sono prescritti sotto forma di estratto secco in capsule. In alcuni negozi specializzati sono disponibili anche prodotti alimentari che li contengono, ad esempio cioccolata e caffè.

Attenzione, i funghi officinali non sono adatti a tutti, ad esempio sono controindicati nelle persone allergiche o che hanno subito un trapianto di organo. Rivolgersi al medico prima di assumerli.

Fonti:

  • The Thyroid Cure di Michelle Corey
  • The Thyroid Solution di Ridha Arem