Metilazione

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Tutte le malattie croniche hanno spesso, come concausa, una ridotta efficienza delle vie metaboliche del fegato come la metilazione. Una metilazione difettosa impedisce la guarigione e facilita l’infiltrazione di agenti patogeni, promuovendo disturbi come malattie autoimmuni e infettive, diabete, disturbi tiroidei, cancro, asma, schizofrenia e ADHD. In particolare, un fegato “pigro” contribuisce ai sintomi dell’ipotiroidismo. I difetti di metilazione inoltre aumentano le istamine, contribuendo alle allergie.

Il fegato

Avere un fegato sano è la chiave della salute. Questo importante organo purifica il sangue, disintossica e metabolizza farmaci, tossine, ormoni (sia naturali che endogeni) e metalli pesanti; scompone i grassi, regola il glucosio, sintetizza vitamine e minerali e converte gli ormoni tiroidei.

Il fegato è come una macchina brucia-grassi; produce la bile, la immagazzina nella cistifellea e la utilizza per scomporre i grassi ed emulsionare le vitamine solubili nel grasso, aumentando il loro assorbimento nell’intestino. Se il fegato non produce abbastanza bile, le tossine si accumulano.

Un altro dei suoi compiti è regolare gli zuccheri; dopo il pasto, il fegato accumula glucosio nella forma di glicogeno e poi lo rilascia quando c’è bisogno di energia. Inoltre:

  • è responsabile di oltre 400 funzioni vitali
  • scompone e assimila i nutrienti
  • è sede di stoccaggio di molte vitamine essenziali (B12, A, D, E, K) e minerali come ferro e rame
  • produce i globuli rossi che trasportano l’ossigeno
  • distrugge batteri, proteine estranee e cellule vecchie

In caso di autoimmunità, il fegato è ancora più importante perché tiene fuori le tossine dal circolo sanguigno, cosa fondamentale per calmare il sistema immunitario.

La funzionalità epatica può essere rallentata da stress cronico, alcol, zucchero, carenze alimentari, grassi trans, additivi alimentari, farmaci, ormoni, composti xenobiotici, sostanze chimiche (anche quelle presenti nei prodotti per la casa), tossine ambientali e metalli pesanti. Inoltre, la sua efficacia dipende da altri fattori come l’età, il sesso, la costituzione, l’esposizione a stress, l’alimentazione, l’esposizione tossica passata e presente e la genetica.

Il fegato lavora in due fasi, usando come materia prima le vitamine, i minerali, gli aminoacidi e gli agenti fitochimici presenti nel cibo.

Fase 1

Inizialmente, le tossine e gli ormoni solubili nel grasso vengono scomposti dagli enzimi e trasformati in sostanze chiamate metaboliti intermedi, da passare alla fase 2 per essere ulteriormente trasformati ed espulsi. Questi metaboliti sono spesso più tossici delle sostanze originali e creano pericolosi radicali liberi che danneggiano le cellule e il DNA.
Gli enzimi che intervengono in questa fase si trovano principalmente nel fegato e sono indispensabili per il metabolismo di farmaci, tossine ambientali, componenti del cibo, acidi grassi e ormoni. Questi enzimi variano da soggetto a soggetto sulla base di fattori genetici (metabolizzatori lenti, estensivi e ultrarapidi).

Fase 2

Una seconda serie di enzimi trasforma i metaboliti in sostanze solubili in acqua, da espellere con le urine attraverso i reni o tramite la bile dall’intestino.
Per portare a termine questa fase c’è bisogno degli aminoacidi glicina, taurina, glutammina e metionina, che si trovano negli alimenti proteici completi come la carne e alcuni latticini come il siero di latte. A volte però non sono gli aminoacidi a mancare, ma sono i percorsi metabolici ad essere difettosi.
In questa fase intervengono le seguenti vie metaboliche: glucuronidazione, acetilazione, solfatazione, metilazione, coniugazione con glicina, coniugazione del glutatione. Le più importanti ai fini della disintossicazione sono la metilazione e la coniugazione del glutatione.

Metilazione e coniugazione del glutatione

La metilazione è un processo biochimico necessario per quasi tutte le funzioni corporali.
Consiste nell’aggiunta di un atomo di carbonio e tre di idrogeno (chiamati gruppi metilici) ad un’altra molecola. La rimozione di un gruppo metilico è detta demetilazione.
Secondo la definizione ufficiale, i gruppi metilici sono catene di carbonio usate dal corpo per trasportare nutrienti solubili nel grasso e attivare i geni. Ora, per meglio capire di cosa stiamo parlando, immagina che nel tuo corpo ci siano bilioni di piccoli interruttori (on/off) che controllano tutto, dalla risposta allo stress al modo in cui estrai energia dal cibo, dalla chimica cerebrale al detox, dalla produzione di antiossidanti come il glutatione alla risposta infiammatoria, dalla risposta immunitaria fino all’espressione genetica del DNA e la riparazione cellulare. Questi sono la metilazione e la demetilazione.

I donatori di metile sono sostanze che trasferiscono un gruppo di metile ad un’altra sostanza, rendendo possibile la metilazione. I più noti sono: SAMe, cisteina, taurina, folati, vitamine del gruppo B e betaina anidra (TMG).

Diventa particolarmente importante, specie col passare dell’età, mantenere la giusta quantità di gruppi metilici perché con l’avanzare degli anni li usiamo di più.
Purtroppo, fattori come stress cronico, alcool, fumo, acido gastrico insufficiente, presenza di agenti patogeni, tossicità e carenze alimentari (specie di vitamine del gruppo B) li fa consumare ancora più in fretta, aumentando la vulnerabilità alle malattie e facendo invecchiare più velocemente.

Le persone molto stressate usano milioni di gruppi metilici, perché il meccanismo di sopravvivenza attivato dallo stress stesso ruba tutta l’energia del corpo per reindirizzarla alla gestione della situazione di pericolo. Lo stress cronico quindi non permette di usare i gruppi metilici per importanti processi metabolici come il riposo, la riparazione tissutale e il detox.
Se i gruppi metilici sono corti o se il ciclo è interrotto, questi processi subiranno una compromissione; la ricerca ha confermato la correlazione fra problemi di metilazione e autoimmunità. Centinaia di articoli accademici citano la necessità di una corretta metilazione per mantenere l’integrità del DNA.

L’autoimmunità, secondo la medicina ufficiale, si scatena quando il corpo attacca cellule apparentemente “sane”. Quello che non sappiamo è che queste cellule potrebbero non essere così sane; ad esempio, le loro membrane potrebbero essere infiammate o danneggiate dai radicali liberi. Oppure potrebbero contenere pesticidi, o avere i cromosomi danneggiati dalle radiazioni dei telefoni cellulari.
Queste cellule problematiche vengono “messe in coda” per essere distrutte dal sistema immunitario o autodistruggersi.

Il glutatione è principale antiossidante necessario per espellere le tossine chimiche e i sottoprodotti dello stress ossidativo. Questo antiossidante viene prodotto in condizioni normali dagli aminoacidi cisteina, glicina e glutammina per poi essere riciclato con la metilazione e i donatori di metile. Se la metilazione è compromessa, l’organismo non riesce a produrre e riciclare il glutatione.
Il glutatione può inoltre ridursi per diversi motivi, fra cui: eccessiva tossicità (alcol, fumo, pesticidi, erbicidi…), nutrizione errata e/o troppo povera di proteine, genetica sfavorevole (impossibilità di convertire i folati nelle forme attive), carenze alimentari (specie dei donatori di metile) e acido gastrico insufficiente.

Una carenza di proteine, zolfo, zinco (con eccesso di rame), enzimi, vitamine e cofattori può interferire con la fase di solfatazione, provocando sintomi come asma e reazioni cutanee.

Fonti:

  • The Thyroid Cure di Michelle Corey
  • Graves’ Disease – A Practical Guide di Elaine A. Moore e Lisa Marie Moore