È normale avere sintomi se gli esami sono nella norma?

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È possibile, anzi, piuttosto frequente che certi sintomi persistano anche se i valori degli esami del sangue sono a norma. Per spiegare perché succede è necessario capire quali ormoni tiroidei sono più importanti e come vanno interpretati negli esami del sangue.

Gli ormoni tiroidei più importanti sono la tirossina (T4) e la triiodotironina (T3); l’unica differenza fra i due è il numero di atomi di iodio, rispettivamente 4 e 3. Gli atomi di iodio si attaccano alla tireoglobulina (una proteina) per produrre ormoni tiroidei. Può sembrare che tali ormoni siano quasi identici, tuttavia, la tiroide ne produce diverse quantità: il 93% degli ormoni prodotti è T4 e il rimanente 7% è T3 (le stime variano da fonte a fonte). Il T4 è inattivo, la forma attiva è il T3 ed è quello responsabile della produzione di energia nelle cellule. Parte del T4 inattivo è convertito in T3 con l’aiuto dell’enzima deiodinasi; la conversione ha luogo non solo a livello cellulare, ma anche in vari organi del corpo, come fegato e stomaco. Ed è qui che la dieta gioca un ruolo importante. Se intestini e fegato non sono sani (per varie ragioni), tale conversione non avrà luogo o verrà eseguita in modo errato. Le persone con ipertiroidismo di solito hanno alti livelli di T4 e T3, oltre ad un basso TSH. Quando ci sono troppi ormoni tiroidei nel sistema, è come tenere sempre premuto il piede sull’acceleratore anche quando non si deve andare veloci. Per questo gli ipertiroidei si sentono spesso molto energici e riescono ad affrontare la giornata senza problemi, pur non riuscendo a riposare o a dormire abbastanza, cosa che però inevitabilmente porta al completo esaurimento.

Non è raro che gli ipertiroidei che hanno da poco iniziato la cura farmacologica abbiano dapprima un rientro del T4 nei range (un buon segno) nonostante il T3 rimanga elevato. Ci vuole tempo prima di raggiungere il rapporto ottimale fra i due ormoni necessario per garantire la buona salute.
I range di laboratorio ritenuti normali sono i seguenti.

  • FT3: 2.0-3.5 pg/mL
  • T3: 80-190 ng/dL
  • FT4: 0.8-1.8 ng/dL
  • T4 5.0-12.5 mcg/dL

Da notare che i valori possono variare da laboratorio a laboratorio, così come l’unità di misura.
Per i valori normali del TSH leggi questo articolo (esterno).

La tiroide non lavora da sola, ma è connessa ad altri tre organi che hanno tutti la stessa importanza nell’intero processo: ipotalamo, ipofisi e ghiandole surrenali. Ipotalamo e ipofisi si trovano nel cervello. L’ipotalamo è la centralina di controllo del corpo umano e reagisce a fattori fisiologici e ambientali come caldo, freddo e stress. Registra tutto quello che succede e invia segnali all’ipofisi. Nel caso della tiroide, l’ipotalamo produce l’ormone di rilascio della tireotropina (TRH) e lo invia all’ipofisi ordinandole di rilasciare più o meno tireotropina (o ormone tireostimolante – TSH) a seconda del fabbisogno dell’organismo in quel determinato momento. Chiaramente, il fabbisogno varia di continuo, da momento a momento, a seconda di fattori ambientali (come la temperatura) e fisiologici. Per questo motivo, la misurazione del solo TSH potrebbe non essere un indicatore sufficientemente affidabile per capire la situazione in cui versa la tiroide. Di conseguenza, anche se il TSH è nei range di riferimento, potrebbero ancora esserci dei sintomi di ipertiroidismo. Senza contare che in genere i test devono essere fatti al mattino presto, senza cibo o caffè per non alterare i risultati. Non tutti i medici rispettano questo vincolo.
Se il TSH risulta essere basso (come in genere in tutti gli ipertiroidei), indipendentemente da possibili imprecisioni, significa che l’ipofisi non risponde adeguatamente alle richieste dell’organismo. Il TSH è un ormone ipofisario, non tiroideo, ma questi due organi (ipofisi e ipotalamo) sono spesso ignorati quando c’è un problema di tiroide. Tutti si focalizzano sulla tiroide senza contare che il problema potrebbe essere nell’ipofisi o nell’ipotalamo. La tiroide è una mera esecutrice di ordini. Per tale motivo, rimuovere la tiroide può non risolvere il problema; anzi, privandosi di una ghiandola così importante si rischia di aggiungere altri problemi di salute.
Essendo il TSH un indicatore non troppo affidabile, è consigliabile richiedere il test degli anticorpi anti-tiroide, per avere quantomeno la certezza che il problema sia di origine autoimmune oppure no, e se c’è necessità di ulteriori approfondimenti; in tal caso potrebbe essere più sensato seguire una terapia diversa. Specificatamente, hai bisogno di testare gli anticorpi anti-tireoperossidasi (TPOAB), gli anticorpi anti-recettore del TSH (TSI/TRAb) e possibilmente anche gli anticorpi anti-tireoglobulina (TGAB). Se questi anticorpi sono significativamente elevati, significa che il sistema immunitario sta attaccando i propri organi e tessuti, in questo caso la tiroide; e questo è un grosso problema.
Perché succede? Nessuno può dirlo con certezza. La causa potrebbe essere l’inquinamento ambientale, i pesticidi o un’alimentazione inadeguata. Anche lo stress cronico e/o un singolo evento traumatico possono danneggiare le surrenali e quindi contribuire indirettamente allo scompenso tiroideo (le surrenali gestiscono la risposta allo stress producendo cortisolo e altri ormoni). Oppure ancora può essere una combinazione di tutti questi fattori. Non ci sono risposte certe e si possono solo fare supposizioni.

Fonte: Graves’ Disease Cure