Tiroide e cervello

by Raffaella

Avere un problema alla tiroide significa spesso fare i conti anche con sintomi mentali e cognitivi, legati quindi al funzionamento del cervello. Come diversi altri organi, anche il cervello soffre particolarmente gli effetti dello scompenso tiroideo.

Ansia, attacchi di panico, depressione, sbalzi d’umore e nebbia mentale sono solo alcuni degli effetti che possono derivare da un’alterazione del funzionamento della tiroide, ma che possono anche sussistere come condizioni mediche a sé stanti.
Ad esempio, se è vero che una persona con ipotiroidismo soffrirà facilmente di depressione, una persona con una diagnosi di depressione potrebbe non avere l’ipotiroidismo.
Non è raro, poi, che un paziente arrivi alla diagnosi di iper o ipotiroidismo dopo aver già ricevuto un qualche tipo di diagnosi psichiatrica.

La salute mentale è un tema molto vasto e complicato, su cui si potrebbero aprire infinite digressioni. In questa sede ci interessa solo capire una cosa: che rapporto c’è fra tiroide e cervello?

Prima di addentrarci nel discorso dobbiamo fare una piccola introduzione sui neurotrasmettitori.

Neurotrasmettitori

I neurotrasmettitori sono sostanze chimiche che permettono la comunicazione fra i neuroni. Essi sono fondamentali nella regolazione dell’umore, del sonno, dell’appetito e del comportamento sessuale.
I principali neurotrasmettitori sono quattro: la dopamina, la serotonina, la norepinefrina e il GABA.

Le alterazioni della chimica cerebrale sono la conseguenza di uno scompenso dei neurotrasmettitori, in particolare serotonina e dopamina.

Serotonina

La serotonina è il neurotrasmettitore adibito alla regolazione dell’umore, delle emozioni e degli stati d’animo.
Quando è carente possono verificarsi i seguenti sintomi:

  • perdita di interesse nelle attività prima ritenute piacevoli
  • pensieri intrusivi
  • rabbia interiore non provocata
  • paranoia
  • mancanza di creatività
  • depressione, specie in assenza di luce
  • perdita di entusiasmo e piacere in vari aspetti della vita
  • problemi del sonno (sonno non ristoratore)
  • alta suscettibilità al dolore

Dopamina

La dopamina è l’ormone della motivazione e del piacere.
Se manca, possono insorgere questi segnali:

  • senso di inutilità
  • disperazione
  • pensieri autodistruttivi
  • incapacità di gestire lo stress
  • isolamento sociale
  • facile distraibilità
  • incapacità di portare a termine le proprie attività
  • dipendenza da sostanze (caffeina, nicotina, marijuana, ecc.)
  • bassa libido

La carenza di dopamina è inoltre associata ad alcune patologie cronico-degenerative come il morbo di Parkinson.

Tiroide e neurotrasmettitori

È noto da tempo che la carenza di serotonina è uno dei fattori principali della depressione.
Le più recenti ricerche in ambito biopsichiatrico hanno concluso che le malattie psichiatriche sono caratterizzate da uno squilibrio multiplo della chimica cerebrale in cui sono coinvolti anche altri ormoni, inclusi quelli tiroidei.

La regolazione dell’umore e delle funzioni cognitive dipende quindi anche da adeguati livelli di ormoni tiroidei.
La precorritrice degli ormoni tiroidei, la tirosina, è usata anche per produrre la noradrenalina e la dopamina.

Nelle persone che presentano uno squilibrio tiroideo, la carenza di dopamina e serotonina contribuisce al problema rallentando la comunicazione cervello-tiroide e interferendo con la sintesi ormonale. In questo caso diventa difficile distinguere i sintomi di una carenza di neurotrasmettitori da quelli dello squilibrio tiroideo.

Fra tutti i neurotrasmettitori, quello maggiormente associato alla tiroide è la dopamina, perché stimola il rilascio di TSH e influisce sulla conversione da T4 a T3 nel cervello.

Inoltre, l’equilibrio della serotonina e della noradrenalina dipende strettamente dalla T3; se non c’è abbastanza T3, la serotonina diminuirà, e anche la noradrenalina non lavorerà in modo efficiente.

A livello cerebrale, oltre a incentivare la produzione di dopamina, gli ormoni tiroidei mantengono attive le cellule adibite all’attenzione, alla concentrazione, alla memoria, alla padronanza del linguaggio, della capacità analitica e della risoluzione di problemi complessi. Essi possono anche influenzare la dimensione del cervello, che è maggiore in ipertiroidismo e minore in ipotiroidismo.

Ne consegue che, specie in ipotiroidismo, l’equilibrio dei neurotrasmettitori è compromesso, cosa che a sua volta compromette ulteriormente la tiroide stessa. È un circolo vizioso che si autoalimenta.

Un altro effetto dell’ipotiroidismo è l’abbassamento del pregnenolone, il precursore di molti ormoni steroidei; il pregnenolone migliora la memoria e ha proprietà antidepressive ed antiinfiammatorie. Sintomi come depressione, sbalzi d’umore, letargia, nebbia mentale e aumento di peso possono essere concausati dall’incapacità delle ghiandole surrenali di fornire sufficiente energia al cervello.

Anche l’ipertiroidismo è equamente dannoso per l’equilibrio della chimica cerebrale. Nel libro Tired Thyroid, l’autrice parla di una sindrome detta “demenza ipertiroidea”, che colpisce prevalentemente le persone ipotiroidee in terapia con sola T3 (e che quindi perdono l’effetto compensatorio della rT3). La demenza ipertiroidea provoca la perdita della memoria a breve termine, della capacità di calcolo e della competenza linguistica. Un altro sintomo è soffrire di frequenti emicranie, per l’effetto della T3 sulla dimensione ventricolare.

Per capire perché gli ormoni tiroidei sono così importanti per la chimica cerebrale dobbiamo ricordare che il cervello è letteralmente saturo di recettori dell’ormone T3. La concentrazione maggiore si trova negli svincoli fra le cellule cerebrali e nell’area limbica, che regola le emozioni come la felicità e la tristezza.

In conclusione, una malattia tiroidea non trattata è garanzia di degenerazione cerebrale di entità variabile nel tempo, paragonabile a quella causata dall’abuso di sostanze stupefacenti a lungo termine.

Fonti

NB. Le informazioni riportate in questo articolo sono state selezionate e tradotte senza l’intermediazione di un medico.

Bibliografia

  • Why Do I Still Have Thyroid Symptoms When My Lab Tests Are Normal? di Datis Kharrazian
  • The Thyroid Solution di Ridha Arem
  • Tired Thyroid di Barbara S. Lougheed

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