Tiroide e sport

by Raffaella

Quando mi è stato diagnosticato l’ipertiroidismo, una delle cose che mi interessavano di più era capire se tiroide e sport fossero compatibili. Avrei potuto, dopo la terapia, continuare a fare attività fisica?

All’epoca praticavo pole dance acrobatica già da alcuni anni e con grandissimo entusiasmo, nonostante le difficoltà imposte dal morbo, di cui non ero ancora consapevole e che credevo essere normali.

Già da ragazzina, infatti, avevo poca resistenza, mi veniva subito il fiatone, sudavo tantissimo e detestavo gli sport di resistenza. Le ore di educazione fisica erano per me un incubo, non solo per la fatica, ma per i commenti che ricevevo per non riuscire a stare dietro ai miei compagni. E logicamente, secondo i professori, ero pigra e non mi impegnavo abbastanza.

Anche dopo, a scuola finita, sforzarmi un po’ più del solito mi provocava gli stessi fastidi. La notte pagavo gli sforzi fatti con fastidiosissimi crampi alle gambe. Ero così debole che a volte non riuscivo nemmeno ad alzarmi in piedi senza sentire delle fitte fastidiose ai quadricipiti.

Praticamente un rottame, a nemmeno 25 anni.

Poi ho scoperto la pole dance e me ne sono innamorata. All’epoca, era uno sport totalmente nuovo in Italia, con pochissime scuole e tutte lontane. Così iniziai il mio percorso a casa, da autodidatta, grazie ai videocorsi.

L’esperienza mi è stata utile da un lato, rendendomi più forte, ma dall’altro le tante ore di allenamento (mi allenavo quasi tutti i giorni perché mi divertivo molto) hanno messo in ulteriore difficoltà il mio corpo già debilitato.

L’ipertiroidismo è proprio strano: da un lato l’eccesso di ormoni aumenta l’energia e quindi la performance fisica, dall’altro distrugge progressivamente il corpo.

Quando il mio medico mi ha imposto di smettere per potermi curare, ho preso malissimo la notizia ma ho seguito le sue direttive.

Effettivamente, dopo aver saputo di avere il morbo, ho iniziato a prestare maggiore attenzione ai miei battiti cardiaci. Quasi 120 battiti al minuto dopo due di rampe di scale non erano sicuramente una cosa da trascurare. E se salivano così tanto con uno sforzo tanto blando, figuriamoci quanto sarebbero potuti salire durante l’allenamento.

Mi spaventai parecchio, pensando a quanto avevo stressato il mio corpo fino a quel giorno senza neanche accorgermi, rischiando conseguenze molto serie. Fortunatamente, un ECG fatto poco dopo escluse qualsiasi tipo di problema congenito al cuore.

Sport in ipertiroidismo

Quando si è ipertiroidei, è sconsigliato fare attività sportiva pesante o vigorosa.

La ragione è semplice: l’ipertiroidismo influisce negativamente sul metabolismo muscolare, sulla respirazione e sulla frequenza cardiaca. Per questo motivo l’attività sportiva intensa andrebbe del tutto evitata quando la malattia è in fase attiva, almeno finché i valori ormonali non rientrano nei range.

Oltre al rischio cardiovascolare, gli ipertiroidei spesso hanno anche uno scompenso ormonale che va oltre la tiroide e coinvolge anche gli ormoni sessuali, surrenali, pancreatici, ecc.
In particolare, l’eccesso cronico di ormoni ad azione catabolica come il cortisolo tende a distruggere il tessuto muscolare e a rallentarne il rinnovamento, non permettendo agli ormoni anabolici di ricostruire i tessuti.

Svolgere attività fisica pesante può quindi aggravare il quadro generale perché apporta ulteriore stress a un organismo già stressato, stanco e intossicato come quello di un ipertiroideo.

Inoltre, è da sapere che i beta-bloccanti, farmaci usati per il trattamento dei sintomi dell’ipertiroidismo, sono considerati sostanze dopanti e quindi non sono compatibili con l’agonismo.

I medicinali tireostatici, oltretutto, alterano artificialmente l’equilibrio ormonale in modo abbastanza rapido e aumentano il rischio di infortuni. Io mi ritrovai, dopo qualche mese di terapia, con una forte epitrocleite e una dolorosa infiammazione del nervo ulnare durata quasi un anno, pur essendo stata fondamentalmente quasi sempre ferma…

Naturalmente, escludere gli sport particolarmente pesanti e faticosi non significa smettere di muoversi. L’esercizio fisico moderato può avere benefici sintomatici sul disturbo e sulla salute generale, ad esempio prevenire la perdita di massa ossea e fortificare il cuore. È però opportuno consultare preventivamente il medico, curare molto l’alimentazione e farsi seguire da un allenatore informato e preparato su questo genere di problematiche.

Non dobbiamo dimenticare che gli sforzi considerati leggeri da una persona sana possono essere molto faticosi per una persona con ipertiroidismo. Un allenatore abituato a lavorare con persone sane potrebbe non cogliere questo aspetto e sottoporre la persona a sforzi eccessivi nell’intento di motivarla.

È ovviamente sempre possibile, grazie al web, allenarsi da soli in modo da potersi regolare facilmente. Ovviamente è necessaria molta autodisciplina, capacità di ascolto del proprio corpo e buone risorse da consultare.

Sport in ipotiroidismo

Personalmente, ho sofferto di ipotiroidismo iatrogeno per poche settimane ed è quindi una condizione che non ho imparato a conoscere. Tuttavia, è stato sufficiente per capire come deve sentirsi una persona che soffre cronicamente di ipotiroidismo.

Stanchezza, gonfiore e dolori cronici possono essere particolarmente demotivanti verso ogni forma di attività fisica, anche nei soggetti appassionati o fortemente intenzionati a perdere peso.

Il primo passo per i pazienti ipotiroidei è sicuramente ottimizzare la terapia con la levotiroxina e curare l’alimentazione, in modo da migliorare il quadro sintomatico generale e aumentare i livelli di energia.

La scelta più indicata per le persone ipotiroidee è l’attività fisica aerobica moderata, utile per combattere i chili di troppo e i sintomi depressivi che spesso si accompagnano al disturbo. Sono indicati anche il pilates e in generale tutti gli esercizi di forza che aiutano a costruire massa muscolare.

Anche qui, è opportuno farsi seguire da un professionista informato e preparato.

I pazienti che stanno ancora troppo male per fare moto possono dedicarsi ad attività estremamente semplici come ad esempio gli esercizi isometrici a letto, che sono comunque meglio di niente. Alcuni medici americani consigliano anche il tai chi e il qi gong, due discipline collegate alla medicina tradizionale cinese e alle arti marziali.

Allenarsi con un problema alla tiroide

Abbiamo visto che i disturbi della tiroide non sono compatibili con un programma di allenamento intenso. Oltre ai problemi dati dal disturbo in sé, l’esercizio fisico vigoroso fa perdere molto iodio col sudore. Poiché lo iodio è un elemento necessario per il corretto funzionamento della tiroide, è bene fare ulteriore attenzione.

Tuttavia, è sempre possibile, nonché consigliato, continuare a svolgere attività fisica moderata e regolare.

Tutti i ben noti benefici del movimento possono non solo aiutare a stare meglio ed essere un investimento per la salute futura, ma anche ottimizzare gli effetti della terapia. Muoversi permette al corpo di “aggiustarsi” alla nuova domanda di ormoni tiroidei mentre i livelli si stabilizzano.

Quando i valori sono fuori range sono sconsigliati gli esercizi anaerobici e quelli di costruzione della massa muscolare, perché il metabolismo muscolare è troppo veloce o lento e si rischiano danni.

In questa situazione è raccomandato fare solo esercizio aerobico leggero, ad esempio 20 minuti di camminata o bicicletta al giorno. Sono indicate anche tutte quelle attività rilassanti che riequilibrano corpo e spirito (yoga, meditazione in movimento, ecc.) anche per i loro benefici sul tratto respiratorio.

Nel libro The Thyroid Solution di Arem Ridha è presente un programma di allenamento studiato per i pazienti i cui valori sono rientrati nei limiti e che si divide in tre fasi.

  • primo mese: esercizi di resistenza 3 volte a settimana per 30-60 minuti (camminata, bicicletta, nuoto, jogging, ecc.) preceduti e seguiti da 10 minuti di stretching
  • secondo-terzo mese: eseguire gli stessi esercizi aumentando gradualmente il numero di giorni settimanali, arrivando a 6, e integrare un programma di potenziamento (30 minuti al giorno per 3 giorni a settimana)
  • mantenimento: 6 giorni di allenamento di resistenza a settimana, più 3 di sviluppo della forza muscolare

Prima di iniziare un qualsiasi programma di allenamento è necessario consultare il medico, specie se si è oltre i 40 anni e si hanno problemi al cuore.

Come mi alleno oggi

Negli anni, ho ripreso e interrotto la pole dance più volte a seconda di come stavo. Al momento sono in remissione e, nell’attesa di sentirmi pronta a riprendere dopo l’ennesima pausa, mi alleno soltanto a corpo libero per 30/60 minuti quasi tutti i giorni.

Nel 2020, durante la quarantena, ho scoperto e seguito su YouTube il programma di allenamento L’Altra Riabilitazione, che consiglio in quanto adatto anche a persone con disturbi metabolici.

Fonti

NB. Le informazioni riportate in questo articolo sono state selezionate e tradotte senza l’intermediazione di un medico.

Bibliografia

  • The Thyroid Solution di Ridha Arem

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