Tiroide e virus di Epstein-Barr

144

Tempo fa avevamo già parlato di come virus, batteri e altri patogeni possono contribuire a causare un disturbo tiroideo, annoverando fra i tre principali responsabili Helicobacter Pylori, Yersinia Enterocolitica e virus di Epstein-Barr (EBV o HHV-4).

Risale allo scorso anno la pubblicazione di un nuovo libro sulla tiroide, diventato in poco tempo un best-seller internazionale, e recentemente uscito anche in traduzione italiana. Stiamo parlando di Thyroid Healing (in italiano: Guarire la Tiroide) di Anthony William, consulente olistico già famoso oltreoceano per le sue consulenze a medici, vip e gente comune.

Last updated on 14 novembre 2018 9:11

L’autore è fermamente convinto che HHV-4 sia il diretto responsabile del 95% dei casi di malattia tiroidea (il rimanente 5% sarebbe dovuto a esposizioni radioattive). Questo virus sarebbe anche la causa di altre malattie come la sclerosi multipla, la malattia di Lyme, la fibromialgia e la sindrome da stanchezza cronica, per citarne alcune.

Dopo aver terminato la lettura del libro abbiamo deciso di dedicarvi un articolo in quanto le informazioni fornite sono, a nostro avviso, di sicuro interesse. Sebbene l’autore basi le proprie teorie su fattori non scientifici (esperienze medianiche) e manchi di titoli accademici, chiunque abbia avuto modo di farsi un minimo di cultura tramite la ricerca riconoscerà le stesse tesi sostenute da tempo da professionisti olistici. Le recensioni inoltre sono molto positive.

Poiché il testo è disponibile in edizione italiana, ci limiteremo a dare indicazioni generiche rimandando alla lettura del libro per ogni chiarimento e approfondimento.

Virus di Epstein-Barr: cos’è e come agisce

Il virus di Epstein-Barr è un virus erpetico a DNA. Ad oggi ne sono state scoperte oltre 60 mutazioni, divise in 6 gruppi a seconda del livello di aggressività. I suoi ceppi più benigni sono altamente diffusi e molto facili da contrarre; si stima che circa il 95% della popolazione venga a contatto col virus almeno una volta nella vita. EBV si trasmette tramite la saliva (con uno starnuto, bevendo dallo stesso bicchiere o baciando una persona infetta), il sangue (ad esempio con una trasfusione o contatto diretto) e altri fluidi corporei di una persona infetta, oppure può essere trasmesso dai genitori.

HHV-4 è conosciuto dalla medicina ufficiale per essere la causa della mononucleosi, una malattia infettiva. Tuttavia, la mononucleosi non è che la prima manifestazione sintomatica di EBV. Anche dopo la risoluzione dell’infezione, il virus sopravvive all’interno del corpo, annidandosi negli organi e aspettando l’occasione propizia per scatenarsi di nuovo.
Il ciclo vitale di EBV si divide in quattro stadi, ognuno dei quali può durare settimane, mesi o addirittura anni.

  • primo stadio: incubazione
  • secondo stadio: mononucleosi, insediamento nel fegato e negli organi riproduttivi
  • terzo stadio: attacco alla tiroide
  • quarto stadio: attacco al sistema nervoso

Il virus segue questa precisa strategia per garantirsi la sopravvivenza ed eludere il sistema immunitario. Dopo la fase di incubazione, scatena il suo attacco provocando la reazione immediata del sistema immunitario. La prima manifestazione sintomatica di EBV è la mononucleosi, i cui sintomi sono riconducibili a quelli di un’influenza, e che in genere si risolvono da soli. Una persona che contrae la mononucleosi potrebbe non scoprirlo mai, credendo di aver avuto una semplice influenza, magari solo un po’ più lunga e aggressiva del normale.

Il sistema immunitario generalmente riesce ad avere la meglio, e il virus batte in ritirata andando a nascondersi negli organi; il fegato è la sua meta ideale, perché contiene le tossine di cui si nutre. EBV è particolarmente ghiotto di mercurio e altri metalli pesanti, sostanze chimiche (erbicidi, fungicidi, pesticidi, vernici, scarti industriali e altro) oltre che di ormoni fisiologici come adrenalina e cortisolo. Talvolta, alcune cellule del virus possono migrare anche verso gli organi riproduttivi contribuendo a causare problemi di fertilità o patologie vere e proprie come l’endometriosi. Gli organi in cui il virus si insidia vengono danneggiati non solo dall’attività virale vera e propria, ma anche dai suoi sottoprodotti (scarti, spoglie virali e tossine), che sono altamente tossici, nonché dai cosiddetti cofattori del virus (batteri che proliferano in sua presenza). Il sistema immunitario capisce che qualcosa non va, ma è troppo impegnato a ripulire queste tossine e non riesce a individuare l’origine del problema. Il virus a questo punto aspetta il momento propizio (che in genere corrisponde a un periodo di stress e/o un’intossicazione da sostanze chimiche) per passare alla terza fase, l’attacco alla tiroide.

Quando il virus raggiunge la tiroide, il suo scopo è distruggere la ghiandola in modo da destabilizzare il sistema endocrino per ottenere gli ormoni dello stress, di cui si nutre. Giunto a destinazione, muta e comincia a rilasciare un’ulteriore tossina, la neurotossina, che come dice il nome è irritante per il sistema nervoso (il virus inizia a produrre neurotossine al terzo stadio, ma lo fa in modo più consistente nel quarto). Resosi conto che la tiroide è sotto attacco, il sistema immunitario scatena l’infiammazione come reazione di difesa. Quel fenomeno che la medicina definisce autoimmunità tiroidea altro non sarebbe che la risposta immunitaria contro EBV, nel tentativo di isolarlo e sconfiggerlo. Secondo William, il corpo non attacca mai sé stesso, va contro la logica della sopravvivenza; ogni reazione infiammatoria è scatenata sempre da un agente esterno. (NDR: nel libro è spiegato bene come si è giunti ad accettare la teoria dell’autoimmunità come veritiera e perché questa sussiste ancora oggi – per ragioni di sintesi non entreremo nel dettaglio).

A seconda del ceppo del virus e del livello di tossicità, possono presentarsi sintomi di gozzo, lieve ipotiroidismo, tiroidite di Hashimoto, morbo di Basedow, cisti, noduli, tumori benigni e tumori maligni. La differenza fra i ceppi che causano la tiroidite di Hashimoto e quelli che provocano il morbo di Basedow sta nell’azione del virus: distruttiva (Hashimoto) e infiammatoria (Basedow). Nel primo caso il tessuto tiroideo viene distrutto, mentre nel secondo si espande, aumentando quindi la produzione di ormoni. Sono anche possibili combinazioni di ceppi in cui si verificano sintomi sovrapposti.

L’attacco alla tiroide fa reagire le ghiandole surrenali, che rilasciano cortisolo e adrenalina per sopperire all’alterata funzionalità della ghiandola tiroidea. Questi ormoni però sono anche nutrimento per il virus, che può continuare la sua corsa indisturbato.

Quando EBV arriva al sistema nervoso (quarto stadio), le sue neurotossine e gli altri prodotti di scarto possono causare dolore nevralgico e una miscela di sintomi inspiegabili. Questo va ad aggravare una situazione già drammatica, in cui il fegato e la tiroide sono già stati ampiamente danneggiati dall’attività virale. Giunti a questo punto, molto probabilmente chi ha il virus ha già ricevuto una o più diagnosi e ha seguito una o più terapie, che magari hanno pure funzionato. In realtà però le cure farmacologiche non hanno alcun effetto sul virus, ma solo sui sintomi direttamente associati allo scompenso degli ormoni tiroidei. Inoltre, la maggior parte dei farmaci usati in medicina ufficiale sono steroidi e/o immunosoppresori, e cioè riducono l’attività del sistema immunitario. Poiché i sintomi percepiti sono provocati dalla guerra fra il sistema immunitario e il virus, bloccare temporaneamente il sistema immunitario fa rientrare i sintomi, ma nel contempo dà al virus e ai suoi cofattori un notevole vantaggio. È chiaro che non è una soluzione sostenibile nel lungo periodo, perché priva il corpo della sua prima linea di difesa contro gli agenti esterni.

Cosa dice la medicina ufficiale sul virus di Epstein-Barr

La medicina ufficiale è in grado di rilevare il virus di Epstein-Barr solo quando questo si trova al secondo stadio. La mononucleosi può infatti essere diagnosticata con un esame del sangue, quando c’è un’infezione attiva, misurando gli anticorpi contro EBV. Passata l’infezione, gli anticorpi restano in circolo perché, come abbiamo visto, il virus è ancora presente. Se una persona risulta positiva all’esame ma non ha i sintomi conclamati della mononucleosi (oppure ha avuto questa malattia mesi o anni prima), il medico molto probabilmente risponderà che si tratta di un’infezione passata da EBV, per la quale non si può fare nulla. Il test è sempre e comunque consigliabile, ma è altrettanto importante usare il proprio intuito e fare attenzione ai sintomi.

Virus di Epstein-Barr: come si cura

Purtroppo, il virus di Epstein-Barr (come tutti gli altri virus) non può essere né “curato” né completamente espulso dall’organismo. Certamente è utile seguire tutte le possibili strategie anticontagio, ma vista la sua diffusione e l’estrema facilità di trasmissione questo non basta. Occorre agire su più fronti, in modo da rendergli la vita difficile e limitarne quindi i danni.

Alimentazione e integrazione. Alcuni cibi sono in grado di favorire direttamente o indirettamente il virus, in particolare uova, mais, soia OGM, latticini, glutine, olio di canola e carne di maiale, oltre a tutti i cibi contaminati da pesticidi e metalli pesanti. Fra gli alimenti benefici invece figurano i mirtilli selvatici, i germogli, il fungo chaga, la radice di liquirizia ed erbe come l’aloe vera e l’uncaria tomentosa. Utile integrare vitamina B12, ester C, vitamina D, zinco e argento colloidale.
Per la tiroide sono molto benefici i carciofi e le alghe (dulse e fucus in particolare) per il loro contenuto di iodio naturale e non sintetico, ma non tutti riescono a tollerarle. Questo perché lo iodio uccide rapidamente gli agenti patogeni provocando un temporaneo aumento dell’infiammazione, e nelle persone con un alto carico virale questo può provocare un aggravamento dei sintomi.

Tecniche di controllo dello stress e di guarigione/evoluzione spirituale. Sono molto utili per favorire il benessere e limitare l’eccesso di ormoni come cortisolo e adrenalina, che sono la “benzina” preferita del virus. Nel libro Medical Medium dello stesso autore è anche presente un intero capitolo dedicato all’angelogia, per le persone più spirituali.

Disintossicazione. Nessuno dovrebbe vivere in una zona altamente inquinata, ma anche chi crede di vivere in un ambiente poco inquinato è in realtà esposto ogni giorno a metalli pesanti, pesticidi, radiazioni e altri agenti inquinanti. Queste sostanze, anche quelle bandite da decenni come il DDT, sono ancora presenti nell’ambiente e sono entrate nella catena alimentare, oltre che nel nostro corpo. Esistono dei modi per espellere la tossicità accumulata nell’ambiente e nell’organismo, da tecniche come le saune ad infrarossi ad alimenti e spezie come la clorella, la spirulina, il coriandolo e l’erba d’orzo. Nel libro è spiegato tutto per filo e per segno, ma per avere risultati ottimali è opportuno farsi seguire da uno specialista.

Conclusione

Secondo A. William, il virus di Epstein-Barr è all’origine di molte malattie del mistero, fra cui quelle della tiroide. Avvantaggiato dall’inquinamento e dagli stili di vita frenetici e stressanti, da decenni fa entrare ed uscire persone dagli studi dei medici, provocando sintomi gravi e meno gravi, condannando sempre più gente ad un’esistenza miserabile. A tutto questo, la medicina non ha ancora saputo dare una risposta, se non tramite teorie come quella dell’autoimmunità, che di fatto maschera la reale causa del problema scaricando la colpa sul sistema immunitario. Una persona che riceve la diagnosi di malattia autoimmune è portata a credere di avere un sistema immunitario disfunzionale e di conseguenza un corpo nemico, di cui non si può fidare. L’impatto psicologico che deriva da questa convinzione è fonte di ulteriore stress e, quindi, gioca a favore del virus. Infine, l’uso (e abuso) di terapie immunosoppressive, seppur utili nel breve periodo, a lungo andare indebolisce il sistema immunitario dando al virus e a tutti gli altri agenti patogeni un vantaggio notevole. Tutti questi fattori combinati permettono a EBV di continuare ad agire nell’ombra, completamente indisturbato, e continuerà anche in futuro, evolvendosi in ceppi sempre più nocivi. La medicina ufficiale ad oggi non dispone di rimedi farmacologici contro i virus, a parte i vaccini, che sono solo preventivi. Nell’attesa che venga scoperta (se mai verrà scoperta) una cura efficace contro EBV e altri virus, è importante imparare a proteggersi e a mettere in atto strategie utili a tenere sotto controllo questo nemico invisibile.

Il libro è disponibile in varie librerie, fra cui Amazon, in formato cartaceo e Kindle. Consigliamo anche la lettura degli altri testi dello stesso autore, Medical Medium e Cibi che ti Cambiano la Vita, che riprendono e approfondiscono gli stessi argomenti. L’ultimo libro dell’autore, Liver Rescue, è dedicato interamente al fegato ed uscirà in edizione originale inglese a Ottobre 2018.